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Giorgio Franceschini, impegno e passione: «La casa è uno scrigno di testimonianze»

La figlia Flavia ricorda la figura dell’avvocato, partigiano, politico e uomo di cultura scomparso dieci anni fa  


13 gennaio 2022 Flavia Franceschini


IL RICORDO

Sono passati esattamente dieci anni dalla morte di Giorgio Franceschini, personaggio molto impegnato nella vita politica e culturale di Ferrara. Affidiamo alla figlia Flavia un ricordo della sua figura.

Flavia Franceschini

La casa paterna, dove Dario e io abbiamo vissuto fino ai giorni dei nostri matrimoni, e dove era rimasta, a custodire presente e ricordi, la nostra mamma Gardenia, è tuttora uno scrigno di testimonianze: infiniti frammenti di passato da svelare, circondati dai ventimila libri raccolti con passione. A volte, con un brivido di emozione, ho la sensazione che mio padre mi guidi e m’indichi la ricerca di uno scritto, nascosto tra le migliaia di carte. E il silenzio di ormai dieci anni di assenza pare, per un attimo, con felicità infrangersi.

Il quindici maggio dello scorso anno, quando avrebbe compiuto cento anni, nella Loggia degli Aranci della Palazzina di Marfisa d’Este la voce dei presenti alla giornata di studi a lui dedicata, che lo ritraeva da diverse angolature, si è unita per un attimo alla sua, che sembrava essere presente... Chiudeva infatti un breve video racconto della sua vita che cercai di comporre e che veniva proiettato per quell’occasione.

AMORE PER LA STORIA

Ringrazio ancora Anna Quarzi e l’Isco per aver voluto e organizzato quell’incontro e il Comune di Ferrara per aver reso importante e perenne omaggio a mio padre, intitolando a suo nome il sagrato della chiesa della Madonnina. Un riconoscimento al suo impegno politico, dal momento in cui era stato partigiano durante la Liberazione, poi giovane deputato e di seguito per i suoi molti incarichi culturali cittadini. Quindi per gli studi e pubblicazioni soprattutto di argomento ferrarese: da eventi storici alle vite di personaggi meno ricordati, dalla letteratura all’arte, fino all’attenzione per le molte chiese, in particolare quelle su cui il tempo e le vicende umane hanno infierito, Sant’Andrea in primis. Solo l’amore e il rispetto per la storia potevano spingerlo a voler collocare un cippo nel luogo dove esisteva la distrutta tomba di Biagio Rossetti e a fotografare i frammenti sparsi a terra (dove sono tuttora) dell’antico portale marmoreo di quella che era un’importantissima chiesa e di cui ora restano meste rovine, per cercare di ricomporlo almeno in un’immagine.

MOMENTI DI FELICITà

E credo sia la passione, il sentimento che più si contagia empaticamente. Passione unita a valori, come quelli di una fede politica. Che Dario ha raccolto e che testimonia con perseveranza, anche in un tempo in cui gli ideali sembrano illusioni anacronistiche. Tempo lontanissimo dai giorni in cui anche Giorgio Franceschini, giovane di entusiasmi e speranze, iniziava a vivere con fierezza il suo impegno politico, con l’onore e l’orgoglio di servire il proprio Paese. Ricordo con profonda commozione il momento in cui alla Camera dei Deputati, dove era entrato trentaduenne per una legislatura, venne commemorato dopo la sua scomparsa e il toccante minuto di silenzio prima dell’applauso corale di tutti i presenti nel grande emiciclo. E la chiesa di San Cristoforo gremita al suo funerale, durante il quale il caro amico di una vita Carlo Bassi ha letto all’altare alcune struggenti poesie scritte da mio papà negli anni della guerra. Ma sono certa che molti dei tanti che l’hanno conosciuto ameranno, come noi figli con le nostre famiglie, ricordare con infinito affetto anche la sua profonda sensibilità e la sua ironia. Ed è di questo che ho più nostalgia: dei preziosi momenti di felicità familiare e del sorridere e ridere insieme. E nel ricordo o nel sogno m’illudo di riviverli...

RITROVARSI

Riudire muti i suoi racconti
in queste sere, è triste.
L’anima dice cose
non nuove, ripete
canzoni amate
ma la voce è più flebile, teme
di ricordare sempre.
Usciremo da queste opache ore
per essa scopriremo
nuove età
mai perdute, ma ignote,
volti limpidi e puri come acque che berremo sorgive ed un andare sereno per sentieri antichi.


Giorgio Franceschini

(Lucca, 1943)

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