La Nuova Ferrara

Una rivista per stimolare le leve del futuro «Ai nostri giovani serve l’impegno di tutti»

Una rivista per stimolare le leve del futuro «Ai nostri giovani serve l’impegno di tutti»

La pubblicazione “Palco” è rivolta al mondo della scuola ma è a rischio. L’editore: la comunicazione dev’essere continua 

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IL PERCORSO

Mauro Simeon è volto noto a Ferrara e in provincia. Insegnante (ora in pensione), ha dedicato la vita a progetti editoriali di vario tipo. Il calcio e lo sport in generale hanno avuto un ruolo preminente, ma negli ultimi anni in collaborazione con Pro Art ha allargato lo sguardo ai temi sociali, in particolare rivolgendosi ai giovani. Per alcuni anni - in accordo con alcune amministrazioni comunali lungimiranti - ha portato avanti iniziative nel territorio molto seguite. Parallelamente ha portato avanti la rivista “Palco”, un progetto editoriale che ha lo scopo di mettere insieme tutte le forze della società per far fronte ai problemi dell’infanzia, dell’adolescenza e tra le diverse generazioni.

«L’intento era ed è quello di sviluppare un vero e proprio circuito comunicativo con l’obiettivo di informare, mettere in risalto e dare voce a un mondo che attualmente attraversa un momento di rara difficoltà, per mezzo di una rivista impostata con stile giovane e soprattutto ironico, al fine di ottenere una comunicazione alternativa efficace», dice lo stesso Simeon, che però si dice preoccupato per il futuro della rivista (il numero di gennaio sarà distribuito nelle scuole) e in particolare per quello dei nostri giovani.

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I DUBBI

«L’impegno è enorme - conferma l’ex insegnante - e necessita di una struttura di supporto che ci sostenga con continuità. Ora abbiamo stampato il numero zero grazie a volontari e alcuni amici imprenditori, ma oltre non possiamo andare. Peccato, perché gli spunti che si tenta di lanciare sono tanti e qualcuno deve farli cogliere ai più giovani».

Ecco, si torna però sempre lì, alle nuove generazioni: «L’aver frequentato migliaia di giovani come insegnante, come sportivo e come editore, mi ha arricchito così tanto umanamente che, nel limite delle mie capacità e possibilità, ho sentito la necessità di conservare tale ricchezza per “devolverla” a favore dei giovani. Nell’immaginario dell’adulto - spiega - il giovane rappresenta l’età felice e spensierata, ma tra i bambini e ragazzi le malattie neuropsichiatriche sono diffuse molto più di quanto si pensi: sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici, in particolare con l’attuale pandemia».

LE PROPOSTE

Proprio il progetto “Mondo piccolo” per il sociale aveva permesso di organizzare iniziative efficaci in diversi comuni della nostra provincia. «Sono ancora convinto che con semplici iniziative si possono fornire strumenti per acquisire in modo semplice e divertente passioni e curiosità, “vaccini” essenziali per vivere in questo mondo complicato. I messaggi vanno rivolti non solo ai giovan,i ma anche ai genitori e ai responsabili preposti alla loro crescita che spesso, per difficoltà oggettive o per supponenza, creano danni nella psiche di un giovane. Parlo con miei ex colleghi insegnanti, non vedono l’ora di andare in pensione, si sono arresi nonostante siano bravissimi».

La comunicazione resta uno dei veicoli migliori (con tanto di Qr per la lettura della rivista, che taglia i costi della distribuzione): «Il mezzo che oggi ho ritenuto più idoneo per raggiungere tale scopo è la produzione di una rivista impostata con stile giovane e soprattutto ironico, al fine di ottenere una comunicazione alternativa efficace. Al giorno d’oggi la comunicazione gioca un ruolo fondamentale all’interno della nostra società, ragion per cui sarebbe doveroso sviluppare un vero e proprio circuito comunicativo, con l’obiettivo di informare, mettere in risalto e dare voce a un mondo che attualmente attraversa un momento di rara difficoltà. Le informazioni a spot passano presto nel “dimenticatoio”, mentre l’azione continua, capillare e quotidiana può dare risultati creando finalmente una “moda”, rispettosa degli altri e di se stessi. Ma serve l’impegno di tutti, dalla politica alle associazioni, evitando inutili protagonismi. Oltre a dirigenti scolastici illuminati, come Mara Salvi, che mi sta aiutando nel coinvolgere i propri colleghi».

“Palco” vede al lavoro un team di giovani e tanti contributi esterni (vedi quello comico dei Macèta), «ma ai giovani di buona volontà che hanno aderito al progetto non posso chiedere sacrifici così gravosi in cambio di qualche cena e un grazie...», chiude Simeon.

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