Ferraresi, concerto nel nome del padre: «Era un artigiano vero, amava quel lavoro»
Domenica alla chiesa del Gesù di Ferrara si terrà “Cantate Domino”, evento in memoria dell’organaro ferrarese
FERRARA. Si intitola “Cantate Domino” il concerto che si terrà domenica alle 20.30 nella chiesa del Gesù a Ferrara (via Borgoleoni, 56). Non una serata normale, bensì un evento dedicato a Gianni Ferraresi, organaro ferrarese spirato nel marzo di tre anni fa. L’appuntamento, organizzato dal figlio Simone, pianista da anni residente a New York, nonché ideatore e fondatore del Ferrara International Piano Festival, vuole essere un omaggio alla memoria del padre, uno degli ultimi artigiani della musica.
Sarà proprio lui, appena tornato dagli Stati Uniti, a dirigere “Cantate Domino”. Il musicista ha raccolto attorno a sé musicisti e amici che ebbero modo di collaborare con il padre organaro. Il coro polifonico di Santo Spirito di Francesco Pinamonti, il tenore Raffaele Giordani e quattro organisti di rango come Giorgio Fabbri, Luigi Locatelli, Roberto Loreggian e Gianmaria Raminelli. In attesa del concerto-ricordo lo abbiamo intervistato.
Quando e come è nata l’idea di un concerto in memoria di suo padre?
«Mio padre si è spento il 4 marzo 2019, io mi trovavo in America e sono tornato a Ferrara in fretta e furia. I tempi stretti, lo scombussolamento generale e le tante cose a cui pensare non mi hanno permesso di organizzare il funerale che avrei voluto ma, tornato a New York, ho iniziato a pensare ad un modo per rimediare a questa mancanza».
E le è venuta in aiuto la musica.
«Esatto. Mio padre ha dedicato la vita alla musica, e anche io. Ho pensato che organizzare un concerto in sua memoria, aperto a tutta la cittadinanza, e per di più con uno dei suoi organi, potesse essere un bel modo per ricordarlo e salutarlo un’ultima volta».
Che insegnamenti musicali le ha lasciato?
«Mi ha insegnato ad apprezzare l’organo e la letteratura organistica».
Come ha scelto il programma che sarà eseguito domenica?
«L’ho concordato con i miei colleghi musicisti Francesco Pinamonti, Giorgio Fabbri, Luigi Locatelli e Gianmaria Raminelli. La scelta di Monteverdi, di cui un brano dà anche il titolo alla serata, è stata naturale. Eseguo spesso i brani che suoneremo a Ferrara con il mio coro a Jersey City».
Chi ha conosciuto suo padre parla di una persona piena di passione e amore per il proprio mestiere. Che ricordi ha di lui e della bottega?
«Il ricordo più importante è forse anche quello più recente e allo stesso tempo doloroso. Quando ho dovuto smantellare il suo laboratorio mi sono ritrovato immerso in un’enorme quantità di attrezzature e macchinari. In quel momento ho compreso a pieno la sua grandezza di maestro artigiano. Mio padre era dotato di una miriade di abilità e competenze. Sapeva costruire da zero un organo nuovo di zecca ma anche restaurare quelli antichi. Non ha mai smesso di studiare e perfezionarsi perché amava ciò che faceva».
Lei si è dedicato al pianoforte ma non ha trascurato l’organo. Le è piaciuto da subito questo strumento o c’è voluto del tempo?
«Nonostante fosse lo strumento creato da mio padre, sono cresciuto con l’amore per il pianoforte. L’organo l’ho compreso solo recentemente e lo sto ancora scoprendo».
La sua vita è da anni a New York, a suo padre piaceva quella città?
«Mio padre venne a trovarmi a New York molte volte - ricorda -, non vedeva l’ora di venire. Ferrara mi manca moltissimo e torno ogni volta che posso; almeno quattro volte all’anno. Ferrara è la città dove sono cresciuto e dove mi sento a casa; New York è il posto in cui vivo e lavoro ma la mia città sarà sempre Ferrara».
L’ingresso al concerto, organizzato da Ferraresi in collaborazione con Rotary Club Ferrara Est e Avis provinciale, sarà ad offerta libera. Obbligo di Super Green pass e mascherina Ffp2.
Prenotazione facoltativa su www.eventbrite.it.
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