La Nuova Ferrara

Ermal Meta stasera sul Listone «Lascio che la musica dica la sua»

Ermal Meta stasera sul Listone  «Lascio che la musica dica la sua»

Al Summer Festival c’è l’esibizione del cantautore di origine albanese

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Dopo Marracash ieri sera, penultimo appuntamento oggi alle 21 con il Ferrara Summer Festival sul Listone di piazza Trento Trieste: Ermal Meta porterà i suoi pezzi must ed il suo ultimo album “Tribù Urbana”, nel concerto aperto dai Cassandra, band pop-rock fiorentina composta da Matteo Ravazzi (voce), Francesco Ravazzi (chitarra) e Giovanni Sarti (batteria).

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.100056937:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.100056937:1658397392/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=a952e14]]


Dopo due anni lontano dal palco, qual è l’emozione che avverti maggiormente adesso che puoi incontrare di nuovo il tuo pubblico?

«Non c’è una sola emozione. Ne prevalgono diverse ed è commovente. Mi rendo conto adesso di quanto mi era mancato il contatto con le persone. Il palco ha sempre la stessa magia pur essendo ogni volta diverso. Mi rifletto negli altri, in tutti quelli che mi stanno davanti. È sempre stato così fin dall’inizio».

Cosa possiamo aspettarci da questo concerto? Arrangiamenti particolari o qualche altra sorpresa particolare sul palco?

«Come ogni volta lascio che sia la musica a dire la sua. Le canzoni sono completamente stravolte a favore di un sound più elettronico. Questo contribuisce a rendere il concerto più impattante all’ascolto e sicuramente i feedback che mi arrivano dal pubblico vanno in quella direzione».

È sempre difficile preparare una scaletta: qual è il tuo approccio? Cosa non può mai mancare e perché? E nella stesura della stessa, quanto conta quello che il pubblico si aspetta di ascoltare in un tuo concerto? Ci sarà qualcosa di diverso in questa, rispetto ai tour precedenti?

«Alla scaletta mi approccio in modo diverso ad ogni tour. In questo ho preferito partire con dei pezzi che fanno subito capire le intenzioni. Non possono naturalmente mancare quelle canzoni che hanno contribuito a portare la mia carriera fino a dove è arrivata oggi. Sono i perni attorno a cui si sviluppa tutto lo spettacolo. È importante dare alle persone qualcosa che si aspettano, ma in modo personale. È altrettanto importante però sorprendere. A questo giro ho inserito due canzoni a cui sono legato. “Hurt” cantata da Johnny Cash e “Exit Music” dei Radiohead. Arrangiate in modo particolare e reinterpretate in modo molto personale».

L’importanza dei luoghi: da quelli che puoi scoprire grazie ai tuoi tour a quelli che consideri “casa”, da quelli a cui hai dedicato una canzone, come “Milano non esiste”, a quelli che scopriamo leggendo il tuo libro… Quali sono quei posti che ti fanno stare veramente meglio e perché?

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.100056936:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.100056936:1658397390/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=a952e14]]

«Spesso i luoghi diventano persone e altre volte sono le persone da rappresentare dei luoghi. Amo la Puglia, ci sono cresciuto, ritrovo la mia energia ogni volta che ci torno. Sarà perché li sono a due passi dal mare che è in assoluto la cosa che preferisco. Mi mette pace e svuota la mia mente preparandola a nuove sfide, a nuove idee».

Di recente hai pubblicato il tuo primo romanzo, “Domani e per sempre”. Quanto è stato diverso l’approccio nello scrivere, senza avere i limiti (di tempo e di parole) imposti dalla forma canzone?

«Si tratta di un approccio totalmente diverso seppur con qualche similitudine. Una canzone si misura in battute e al loro interno c’è una metrica che ti porta ad un limite da rispettare. Quando invece scrivi un romanzo sei molto più libero, ma la libertà è qualcosa di cui devi sapere che fartene altrimenti si trasforma in una gabbia enorme. Scrivere un romanzo mi ha fatto scoprire cose di me che non conoscevo o che avevo ignorato volutamente, forse per disattenzione o forse per mancanza di coraggio».

Progetti per il futuro?

«Intanto portare a termine questo tour, che è iniziato da poco e che già mi sta dando grande gioia. Da settembre mi rimetterò a scrivere musica e nel contempo magari butterò giù qualche idea per un nuovo romanzo. Sono aperto a tutto». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google