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Ferrara, Opera e Balletto all’Abbado «Sarà un cartellone da non perdere»

Ferrara, Opera e Balletto all’Abbado «Sarà un cartellone da non perdere»

Il direttore Corvino presenta i 15 spettacoli in programma. Da oggi abbonamenti e biglietti

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Ferrara Quindici spettacoli dal 18 novembre a luglio nella stagione d’Opera e Balletto al Teatro Comunale di Ferrara. Da oggi sarà possibile acquistare, oltre agli abbonamenti, anche i singoli biglietti. Ne parla il direttore artistico, Marcello Corvino.

Cosa vedremo all’Abbado?

«La stagione comprende cinque titoli per la danza e dieci d’opera. Di questi ultimi, la metà sono stati prodotti dal Teatro di Ferrara: “Una goccia” in scena il 18 novembre, che apre la stagione, e poi “Catone in Utica” di Vivaldi (17 e 19 marzo), “Sacro Vivaldi” nel giorno di San Giorgio (23 aprile), “Le nozze di Figaro” (30 giugno e 2 luglio) e il “Requiem” di Mozart (1 luglio in Certosa). Poi ci sono le coproduzioni con altri teatri di rilievo, per “Il pipistrello” (30 e 31 dicembre), “Manon Lescaut” di Puccini (20 e 22 gennaio) e “Rigoletto” di Verdi (14 e 16 aprile)».

Quali sono gli altri titoli?

«Per il balletto “Il lago dei cigni” il 7 e 8 gennaio, “Don Chisciotte” il 3 e 4 marzo, “Il Mago di Oz” il 29 marzo, “Les ballets de Trockadero” il 20 aprile, mentre per la lirica “Il campanello” di Donizetti il 19 e 20 maggio e “Lazarus”, il musical di David Bowie con Manuel Agnelli, l’1 e 3 giugno. Una quantità di titoli senza precedenti, crediamo di grande qualità. Aspettiamo il giudizio del pubblico. Sarà un’emozione ritrovarci a teatro, dopo due stagioni vessate dalla pandemia».

La prima data è “Una goccia” il 18 novembre, un omaggio a Buzzati a cinquant’anni dalla scomparsa. Che tipo di spettacolo sarà?

«Uno spettacolo al passo con la contemporaneità, sinestetico, perché coinvolge più linguaggi: la parte attoriale si fonde alla musica del Collettivo Istantanea di Bologna, e alle illustrazioni eseguite dal vivo dall’artista Samuele Canestrari. E ovviamente c’è la parte letteraria del grandissimo Dino Buzzati, la cui penna è stata una delle espressioni più grandi della letteratura italiana. Per noi era importante omaggiarlo».

A dicembre, il 9, invece arriva David Parsons con la sua compagnia di danza.

«Appuntamento attesissimo e dal forte impatto emotivo: è un onore avere a Ferrara il lavoro del coreografo considerato uno dei massimi esponenti della post-modern dance americana. Negli anni Ottanta inventò uno stile che ha poi aperto la strada alla danza acrobatica, un filone che è poi esploso».

Il Teatro sarà aperto anche a Capodanno. Come mai?

«Ritengo “Il pipistrello” di Johann Strauss figlio l’operetta più bella che sia mai stata composta, e la presenza dal vivo dell’Orchestra Città di Ferrara renderà il tutto ancora più emozionante. Credo inoltre che sia una proposta all’altezza del turismo internazionale di cui gode Ferrara, soprattutto in quel periodo dell’anno».

Ritorna anche l’Ukrainian Classical Ballet, a un anno dallo scoppio della guerra.

«Certamente ritornano perché sono artisti di grandissimo livello e al di là della tragedia che stanno vivendo, offrono spettacoli di grande qualità. Abbiamo nuovamente invitato anche il Russian Classical Ballet, che non è una compagnia governativa, ma privata. La scelta è voluta: il nostro obiettivo come fondazione culturale è quello di costruire ponti tra popoli, artisti e culture. C’è chi bombarda ponti, noi li costruiamo, ci battiamo per la cultura della pace».

Il Teatro Abbado non produceva spettacoli da molto tempo. Che ricaduta ha realizzarli?

«Ha un rilievo importantissimo perché, portando fuori dal teatro le nostre produzioni, facciamo girare il nome del Teatro Comunale di Ferrara e con esso della città nel mondo. Stiamo lavorando proprio in questi mesi a delle coproduzioni internazionali. Al Comunale opera uno staff di professionisti di altissimo livello, che consente di realizzare scene, costumi e tutto ciò che è necessario all’impianto scenico. L’abbiamo dimostrato con “Farnace”, di cui han parlato anche su Le Figaro, Washington Post e Telegraph, con “María de Buenos Aires”, che ha girato in vari teatri italiani, e con “Don Giovanni”, col quale siamo arrivati per la prima volta in Asia. Inoltre, vogliamo offrire un prodotto originale ai nostri abbonati».

Quali gli spettacoli consigliati per la prossima stagione?

«Quelli che possono attrarre maggiore curiosità sono “Catone in Utica” di Vivaldi, diretto da Federico Maria Sardelli ed eseguito dall’Orchestra barocca dello Spirito Santo: un’opera rarissima, verranno a sentirla anche i rappresentanti del prestigioso Festival di Bayreuth in Germania. E poi “Le nozze di Figaro”, sulla scia del successo del “Don Giovanni”: si lavorerà a questa nuova produzione con il Maestro Leone Magiera, che curerà la direzione musicale del cast vocale, e ritorna anche Adrian Schvarzstein alla regia». l

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