Tozzi e l’ambiente troppo a rischio: «La transizione ecologica è lenta»
Il geologo presenta il suo ultimo libro stasera a Santa Maria Maddalena
S. Maria Maddalena Divulgatore scientifico, geologo, primo ricercatore del Centro nazionale di ricerca, conduttore televisivo della trasmissione Sapiens in onda su Rai Tre, saggista: Mario Tozzi è una voce molto apprezzata dal pubblico interessato ai temi ambientali per le sue indiscusse competenze. Sarà un’occasione importante poterlo sentire oggi alle 21 a Santa Maria Maddalena, nell’ambito della rassegna letteraria “Parole d’autore” promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Occhiobello e organizzata da Cuore di Carta con la direzione artistica di Bruna Coscia. Tozzi presenta il suo ultimo libro, “Mediterraneo inaspettato - La storia del Mare nostro raccontata dai suoi abitanti” edito da Mondadori, al teatro “Don Gino Tosi”, in piazza generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a ingresso libero (questo appuntamento è organizzato in collaborazione con il Festival Biblico di Vicenza).
Sono pagine di straordinaria bellezza, dove i protagonisti sono gli abitanti del mare o loro antenati, come tonni, delfini, cetacei, che quindi sanno bene come si è formato ed evoluto l’ambiente marino dato che lo abitano da prima della comparsa dell’homo sapiens. «Ho scritto un libro dedicato al Mediterraneo perché è sotto gli occhi di tutti che è in sofferenza, mentre io, che l’ho vissuto, vorrei vederlo sano – dice Tozzi alla Nuova Ferrara -. Racconto la sua storia antica facendo parlare i suoi abitanti; parto da 50 milioni di anni fa, prima della comparsa dell’uomo sulla Terra. A parlare ci sono tonni, delfini, elefanti, che ci dicono come è nato e si è formato il Mare Mediterraneo».
Nel libro, la voce di Tozzi si è fusa con quella delle specie che abitavano il Mare Nostrum fin dagli albori, da quando cioé era un oceano. Pagine sorprendenti e appassionanti che rivelano un mare appunto “inaspettato”, come l’aggettivo che compare nel titolo, «inaspettato perché non ci si aspetta che il mare sia fatto così, un luogo in cui l’acqua è importante ma non è l’unico elemento, inoltre pochi conoscono la sua storia più antica, gli eventi che hanno portato alla sua formazione. Parlo appunto di quello che c’era prima».
Un libro che ci fa conoscere le nostre radici, ma anche i presupposti del dramma ambientale che stiamo vivendo. Problemi energetici, crisi climatica, sostenibilità ambientale, disastri naturali ci portano a chiedere al professore come possiamo uscire dalla crisi energetica. «Il tema è molto ampio, mi piace però ricordare che due sono i punti essenziali per favorire la transizione ecologica: l’uscita dai combustibili fossili e l’investimento sulle energie rinnovabili e puntare tutto su queste ultime», spiega.
E, a proposito di crisi energetica, il rigassificatore potrebbe essere un modo per renderci autonomi? «Il rigassificatore non è a emissioni zero, e soprattutto non va nel senso della liberazione dall’uso dei combustibili fossili, è necessario un percorso più breve e veloce verso la transizione ecologica».
Un altro tema legato all’ambiente marino e purtroppo alla su edificazione è il ponte sullo stretto di Messina, «ne penso tutto il male possibile - dice chiaramente il geologo e professore -, oltre a essere un progetto obsoleto e dannoso».
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