Ferrara, addio a Carlo Merighi bluesman dal cuore d’oro
Il cantante della Big Solidal Band se ne è andato a 61 anni
Ferrara Fino all’ultimo, pur restando seduto per le poche forze che gli erano rimaste, non ha rinunciato a cantare per trasmettere al pubblico quella gioia di vivere che ha accompagnato tutta la sua esistenza. Carlo Merighi era sul palco ancora il 6 maggio a Santa Maria Maddalena, a esibirsi con la band del figlio Alessio. Gli restava meno di un mese di vita, minato da un male che lo aveva colpito quattro anni e mezzo fa e che lunedì sera lo ha strappato per sempre all’affetto della sua famiglia - la moglie Loretta Barabani, i figli Alessio e Diego e i suoi tre fratelli - e alle tantissime persone che gli volevano bene.
Carlo Merighi era infatti conosciutissimo in tutto il Ferrarese e non solo (era di Occhiobello) per la sua attività musicale con la Big Solidal Band, di cui era la voce. Il gruppo, nato nel 2009, proponeva un repertorio blues sulla scia dei mitici “Blues Brothers”, e il suo nome “Solidal” conteneva la sua missione, perché dove c’era una serata a scopi benefici la band non si tirava mai indietro. E con la loro carica hanno portato energia e divertimento in innumerevoli manifestazioni, come RockaFe o la Street European Food Truck Festival, solo per citarne alcune. «Era una persona solare, aveva tanti amici, gli piaceva viaggiare con la mamma e ha vissuto una vita piena, intensa», lo ricorda con immenso affetto il figlio Alessio. «Mio padre ha trasmesso a me e a mio fratello l’amore per la musica. Da ragazzo aveva cantato in un coro, poi aveva cominciato a lavorare molto giovane fino a diventare vicedirettore dell’Ipercoop, cominciando dal basso, come macellaio, per poi passare a caporeparto e diventare dirigente. Il canto, però, era sempre la sua passione e a circa 50 anni ha cominciato a cantare nella band. E poi amava andare a cavallo, in un ranch di un amico a Copparo. La sua è stata un’esistenza ricca e piena, e fino all’ultimo ha lottato per andare avanti».
Molti amici sapevano che Carlo era malato, altri non erano a conoscenza dei suoi gravi problemi di salute, tutti hanno accolto la notizia della sua morte con profondo dolore, e i social si sono riempiti di messaggi di cordoglio e di addio. Uno per tutti: “Ciao Carlo, cowboy bluesman dal cuore d oro”, accompagnato da un cuore spezzato.l
A.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
