Tananai protagonista a Ferrara: «Col pubblico voglio fare casino»
L’artista porta “Calmocobra” in piazza Ariostea, venerdì il concerto
Ferrara Chiude in bellezza il Ferrara Summer Festival 2025 con l’attesissimo live di Tananai, in programma venerdì 11 luglio in piazza Ariostea. Sarà lui il protagonista dell’ultima grande serata musicale prima della chiusura ufficiale della rassegna, prevista il giorno seguente con la “Notte dei Format”. In vista del concerto, ho intervistato l’artista milanese, che ha raccontato ai lettori de la Nuova com’è cambiata la sua vita dopo l’esperienza sanremese, il legame con le sue radici da dj e producer elettronico, e l’evoluzione culminata nell’ultimo album “Calmocobra”. Un disco che lo ha portato in giro per l’Italia e l’Europa, raccogliendo consensi e nuovi stimoli.
Partiamo dagli esordi, sente la mancanza del progetto “Not for Us” o si ritaglia del tempo per dedicarsi comunque alla produzione di musica elettronica?
«Credo che “Not For Us” abbia avuto la sua giusta evoluzione quindi non ne sento la mancanza, ma ho invece portato la mia passione per la produzione nel progetto Tananai: spesso produco i miei pezzi e quando sono in studio continuo a sperimentare e giocare con i suoni».
Nel 2022 partecipa al suo primo Festival di Sanremo con il brano “Sesso Occasionale”, classificandosi ultimo ma raccogliendo un importante riscontro positivo da parte del pubblico. Che periodo è stato?
«È stato un periodo di cambiamenti, di dubbi e timori ma anche di grandi soddisfazioni e alla fine ciascun aspetto di quelle esperienze mi ha insegnato qualcosa, ha avuto un’enorme importanza sia per la mia carriera che per la mia vita in generale».
L’anno successivo è tornato sul palco della kermesse ligure, classificandosi quinto. È stata un po’ una rivincita personale?
«È stato sicuramente molto gratificante e ha segnato un punto di svolta, in qualche modo, sono contento soprattutto che una canzone come “Tango”, a cui tengo molto per il significato che ha, abbia avuto un bel riscontro da parte del pubblico».
Durante la serata delle cover ha cantato con Don Joe e Biagio Antonacci, artista con il quale ha poi anche duettato durante il suo concerto all’Unipol Arena di Bologna. Come è nata l’idea della collaborazione e che legame si è creato?
«L’idea della collaborazione con Biagio è nata come uno scherzo con Paolo, il figlio, mio amico e collaboratore. Parlando di Sanremo ci siamo detti “Ti immagini portare “Vorrei cantare come Biagio” al Festival, e farlo con Biagio Antonacci?” , e poi da una battuta è diventata una cosa seria. Stimo molto Biagio, come artista e come persone, e sono sempre onorato di potermi esibire insieme a lui».
L’ultimo disco “Calmocobra”, si chiude con “Radiohead”, un suo racconto di qualche anno fa. Com’è cambiato Alberto da quegli anni ad oggi?
«Sono cresciuto. È una canzone che parla di ricordi d’infanzia, per cui è naturale che certi angoli si siano smussati, che alcuni sogni si siano modificati. Ma quella che racconto in “Radiohead” è pur sempre una parte di me, cresciuta, ma sono sempre io».
Da poco è stato annunciato l’ingresso di Blanco nella squadra di Ecletic Music Group, di cui anche lei fa parte. Che rapporto c’è tra di voi, e com’è stato collaborare alla scrittura del singolo per il suo ritorno sulla scena?
«Ho approfondito il rapporto con Blanco solo di recente, per scrivere “Piangere a 90”, ma ci siamo avvicinati molto in quel periodo ed è stato un processo creativo molto bello ed emozionante. Siamo stati svegli fino alle 7 di mattina per scrivere il singolo, e poi non lo abbiamo più toccato, è venuto fuori in una notte praticamente».
Ha portato l’ultimo disco in tour prima nei palazzetti, poi nei club europei e ora sui palchi dei più importanti festival. Come sarà il tour estivo? Ci saranno differenze rispetto ai live precedenti?
«L’estate è fatta per divertirsi, per staccare un po’ dai pensieri e dalla vita quotidiana, per cui durante questo tour estivo voglio divertirmi e fare casino insieme alle persone che verranno ai concerti, scatenandoci sulle note di “Bella Madonnina”, un brano che nasce proprio dalla voglia di leggerezza, dopo tante ballad».
