Gli ottant’anni di Nonno Giorgio: «Così racconto Ferrara ai miei nipoti»
Con la sua trilogia ha saputo rievocare una città che oggi non c’è più
Ferrara Non esiste un’età precisa per iniziare a scrivere ricordi, memorie e soprattutto libri ad essi dedicati. Il caso più significativo nel ferrarese è dato dal Giorgio Ferrari, conosciuto dai più come Nonno Giorgio. Oggi Ferrari compie 80 anni, molti dei quali sono descritto nella trilogia di “Amarcord Ferrarese”. Tre volumi usciti in rapida sequenza nel 2022, 2023 e 2024 e sono diventati degli autentici best seller locali, con molti lettori che si sono avvicinati alle storie raccontate da Nonno Giorgio, riconoscendo ambienti e luoghi della Ferrara che fu. Particolare curioso, la trilogia è nata quasi per caso, un progetto letterario partito dalla necessità di dover rispondere alle domande incalzanti dei suoi nipoti Chiara e Francesco che gli chiedevano come fosse la vita quando era bambini. Sembra impossibile ma si viveva anche senza televisione, bagno in casa, computer e soprattutto telefonini. Un “poveri ma belli” che riporta a galla un passato che non c’è più. Ma più che ai giovani di adesso, quelle risposte annotate con dovizia di particolare e corredate con aneddoti in ben tre libri hanno fatto breccia soprattutto tra i coetanei di Nonno Giorgio o tra coloro che hanno un’età molto simile e si sono ritrovati in quelle storie partite dal dopoguerra.
L’autore
Ferrari sostiene di essere infatti un figlio della Liberazione per eccellenza. Nato il 6 gennaio 1946, ha calcolato di essere stato concepito dai suoi genitori il 25 aprile dell’anno prima o giù di lì. «Facendo i calcoli – ripete spesso divertito Ferrari – ci sta proprio che io sia definito un frutto della Liberazione. Ma come era diversi i tempi in quegli anni rispetto a quelli vissuti ora dai miei nipoti». Non a caso questa vicinanza con i suoi coetanei, ha fatto allargare gli orizzonti. Se il primo “Amarcord Ferrarese” era dedicato ai nipoti, l’ultimo capitolo della trilogia il pensiero preminente va a tutte le nonne e i nonni ferraresi «perché leggendo queste pagine berranno un sorso di gioventù e troveranno la gioia del tempo che fu». Ecco perché proprio oggi, nel giorno del suo importante genetliaco a cifra tonda, i racconti ferraresi di Giorgio Ferrari diventano vere confessioni di un ottuagenario. E pensare che fino a pochi anni fa, la cosa più lunga che aveva scritto Nonno Giorgio era in pratica la lista della spesa. L’amore per i nipoti ma soprattutto il desiderio di mettere nero su bianco ai ricordi di una vita ha spinto così Ferrari a scrivere questi bellissimi Amarcord che ci riportano a una dimensione della città e della vita molto diversa da quella attuale. Non ancora le storie di Giorgio bambino, delle sue amicizie in quello dello spicchio di Ferrara che ruotava tra la scuola Celio Calcagnini e la parrocchia di Santa Maria Nuova San Biagio.
Ma poi troviamo anche belle avventure in compagnia dell’amata Bruna, scomparsa qualche anno fa, che è stata una spinta in più per Giorgio per ricordare quei giorni felici e il figlio Mauro, attuale docente del liceo Ariosto. Non mancano i racconti della sua lunga esperienza lavorativa nel commercio presso la ditta Mazzilli in via Bersaglieri del Po. Quante ne ha viste e sentire dal quel bancone, a contatto con una clientela che era l’espressione di una società in continuo cambiamento. Ferrari ha saputo trovare la giusta alchimia per scrivere racconti che arrivano direttamente nel cuore e nell’anima di molti ferraresi, un evidente esempio di memoria individuale che diventa collettiva.
Nuove storie
Grazie anche al prolifico editore ferrarese Fausto Bassini, che ha dato alle stampe la trilogia dei ricordi, Ferrari con vendite record dei suoi libri entra nel novero degli autori estensi tra i più letti negli ultimi tre anni. Auguri a Nonno Giorgio, l’auspicio è quello di trovare presto in libreria altre sue nuove e illuminate pubblicazioni, magari con foto della bellissima Ferrara, che rimane nevralgica nella vita di questo scrittore che oggi spegne con rinnovato slancio ottanta candeline.
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