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Sotto i riflettori

Hair, il musical senza tempo ad Argenta: «Parliamo di libertà e pace»

Nicola Vallese
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Mercoledì sera lo spettacolo nella versione di Nardini fa tappa al Fluttuanti

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Argenta Ci sono musical intramontabili e “Hair” è uno di quelli. “Hair” ha segnato un’epoca e continua, dopo quasi sessant’anni, a parlare al cuore delle nuove generazioni. Mercoledì alle 21 l’allestimento diretto da Simone Nardini farà tappa al teatro Fluttuanti di Argenta (via Pace, 1) per far rivivere la forza di un messaggio di libertà e di pace che non ha mai smesso di essere attuale.

«“Hair” nasce come grido di libertà – racconta Nardini – e come protesta contro la guerra in Vietnam. Oggi, a distanza di decenni, quel grido è ancora più drammatico, perché nel mondo le guerre si sono moltiplicate e i rischi globali sono maggiori. È incredibile che dopo così tanto tempo la speranza della pace resti ancora un traguardo da raggiungere». L’allestimento ripropone la storia di Claude, un giovane che, arrivato a New York per la visita militare, incontra la “tribe” di ragazzi hippie a Central Park. Tra musica, canti e visioni, si sviluppa un racconto sospeso tra sogno e realtà, simbolo di un’intera generazione che rifiutava la guerra e cercava nuovi ideali di convivenza e amore. «Parliamo di identità e libertà – spiega ancora il regista – Non solo sessuale, ma anche personale e sociale. Claude desidera sentirsi accettato in una nazione che non lo riconosce, e in questo è un personaggio quanto mai contemporaneo».

L’invito è quello di accettarsi per ciò che si è, nel rispetto della libertà altrui, un concetto universale che lo spettacolo rilancia con la stessa urgenza di allora. Il cast è composto da 19 giovani artisti, selezionati tra circa 300 candidati. «Si tratta di un musical molto impegnativo – racconta Nardini – perché richiede competenze complete: canto, danza e recitazione. Oltre al talento, abbiamo cercato anche una diversità di fisicità e personalità, per rappresentare la pluralità del mondo reale. “Hair” non parla di perfezione: parla di umanità». Lo spettacolo mantiene la celebre scena di nudo integrale, «un momento simbolico, non provocatorio», legato al tema dell’autenticità e della liberazione da ogni costrizione. La musica dal vivo è il cuore pulsante dello spettacolo: una band di cinque elementi accompagna l’azione per quasi l’80% della durata. «In “Hair” il canto e la danza diventano drammaturgia perché – chiude il regista – raccontano ciò che le parole non possono dire».


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