Elisa Bonora, da Formignana al Giappone nel nome della musica lirica
La soprano oggi vive a Trieste, si è esibita al fianco di grandi come Muti e Domingo
Formignana La passione per la musica lirica, dal paese natio, l’ha portata in numerose tournée in Italia e nel mondo con direttori d’orchestra di fama mondiale. In poche battute si presenta Elisa Bonora, soprano lirico: originaria di Formignana, studi al Conservatorio di Ferrara, primi passi in zona e quindi, dall’età di 26 anni, una lunga presenza nel Coro del prestigioso Teatro Regio di Parma.
Poi a Montecarlo e, da quattro anni, vincendo un concorso, fa parte stabilmente del Coro di 50 elementi del Teatro Verdi di Trieste (direttore artistico Valerio Vicari), del capoluogo giuliano, tra i più famosi non solo in Italia ma nel nord-est e nella Mitteleuropa, grande porto e snodo di cultura non solo musicale tra mondo italiano, slavo e tedesco. Oggi, la cantante di casa nostra, ha 51 anni. È figlia di Luisa Bertelli e Giovanni Bonora (non ci sono più e che fin da piccola l’hanno incoraggiata nell’amore della musica) ed è al lavoro negli spettacoli in cartellone della stagione lirica triestina. «Sono impegnata in questi giorni coi colleghi nella produzione “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, di Kurt Weill e Bertold Brecht, maestro concertatore e direttore Beatrice Venezi, regia di Henning Brockhaus, una coproduzione Fondazione col Teatro Regio di Parma e Teatri di Reggio Emilia. Poi, il 27 e 28 febbraio, e i giorni 1, 6, 7 e 8 marzo, ne “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, maestro concertatore e direttore Renato Palumbo, un allestimento in coproduzione francese». E continua: «In aprile sarò impegnata nella “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, maestro concertatore e direttore Giulio Prandi; in maggio nell’opera Romeo et Juliette di Charles Gounod. Infine, in giugno, ne l’Elektra di Richard Strauss, maestro concertatore e direttore Enrico Calesso. Il nostro maestro del coro è Paolo Longo, mentre in estate c’è un programma di operette».
Bonora aggiunge sulla sua esperienza passata: «A Montecarlo ho lavorato sei anni, in varie tournée, cantato anche al festival monegasco, preceduto dall’inno nella lingua locale, un misto di ligure e francese. Ma è stata lunga (22 anni) la presenza al Regio di Parma, con spettacoli alla Fenice di Venezia, poi in Giappone, Cina, Russia, Oman e altri Paesi, con cantanti come Placido Domingo e direttori come Riccardo Muti, Claudio Abbado, Daniel Oren, Zubin Mehta. Parma in particolare mi ha formato molto sul palcoscenico. Ora lavoro stabilmente a Trieste, bellissima città ma dal parcheggio difficile – ride – per cui abito in periferia. Formignana è sempre nel mio cuore, anche se non vi torno spesso causa i miei impegni. La mia famiglia è sparsa anche a Milano e Bologna, dove vive una vivacissima zia di 98 anni», dice infine Elisa, che anni fa fu presentata presso la biblioteca comunale di Formignana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA