Vasco Rossi a Ferrara, il racconto della passione delle tribute band
Tra socialità e rock, la storia dei gruppi Basta Poco, Combriccola degli Angeli e Viadotto
Ferrara Mentre Vasco Rossi si prepara a calcare i grandi palchi estivi d’Italia, durante tutto l’anno esistono sue tribute band che ne portano in scena repertorio ed energia. Da Cento a Galliera, sono diversi i gruppi, e tra questi ci sono i Basta Poco, la Combriccola degli Angeli e i Viadotto, tre band che hanno trasformato una passione in un punto di riferimento per il pubblico, e non solo a livello locale.
Basta Poco
La loro storia prende forma nell’ottobre del 2017 da un’idea del frontman Mattia Pallara, fan storico di Vasco e spettatore di decine di suoi concerti. Attorno a lui si riunisce una formazione composta da Michele Zucchini, Davide Cavicchi, Roberto Bondanelli, Alessio Perinati e Stefano Garutti. Il debutto arriva nell’aprile 2018 alla Sala Estense durante una serata benefica per Ado, preludio a una lunga serie di concerti tra Ferrara e Rovigo. Negli anni la band affronta cambi di formazione e difficoltà, compreso il periodo del Covid e i problemi di salute del batterista nel 2023, superati grazie all’aiuto di musicisti amici. Tra i momenti più significativi, la collaborazione con Daniele Tedeschi e con Diego Spagnoli, oltre all’esperienza teatrale di Adria nel 2024. «Pallara ha una vocalità molto simile a Vasco – racconta Zucchini –, ma non è un’imitazione. Vasco è stato importante per tutti noi dal punto di vista musicale. Ogni anno facciamo circa cinquanta serate e il pubblico continua a seguirci con affetto». E sui concerti ferraresi di giugno aggiunge: «C’è chi andrà a entrambe le date e chi solo a una, ma noi ci saremo sicuramente. Per quei giorni non abbiamo preso altri impegni musicali».
Combriccola degli Angeli
Nata quasi trent’anni fa, inizialmente con il nome “Gli Angeli”, la band guidata da Massimo Broggio è diventata negli anni una delle tribute band più conosciute dell’Emilia-Romagna, collaborando con numerosi musicisti storici di Vasco e diventando protagonista di eventi come “La notte del Blasco” al Palacavicchi di Pieve di Cento. Negli ultimi anni il progetto ha assunto anche una forte dimensione sociale grazie alla nascita dell’associazione culturale Gli Angeli Odv, che unisce musica e solidarietà. «Vasco per me è una ragione di vita – spiega Broggio – ma è diventato anche un modo per aiutare gli altri». L’associazione sostiene il Baskin Lions Cento, squadra inclusiva di basket composta da ragazzi e ragazze diversamente abili, e sta organizzando per il 4 ottobre un evento benefico all’auditorium Pandurera di Cento insieme ad altre realtà del territorio. «Donare un’emozione a questi ragazzi anche solo cantando una canzone di Vasco è qualcosa di indescrivibile». Intanto, il 4 giugno, la sera prima del primo concerto al Parco Urbano, la band suonerà al ristorante Durandi di Terre del Reno con una serata dal titolo “Aspettando Vasco”. «Sarà il nostro omaggio», conclude Broggio.
Viadotto
La loro storia è più legata all’anima rock delle origini. Il gruppo nasce proponendo brani inediti alternati a qualche cover, in un periodo in cui i locali premiavano soprattutto la musica originale. Poi, nel 2005, arriva la svolta: dedicarsi interamente al repertorio di Vasco. «Vasco visto dal vivo è qualcosa di stratosferico – racconta il cantante Tiberio Cocchi –. La sua forza è il live, quell’energia che si respira a ogni concerto». La band decide così di ispirarsi al Vasco degli inizi, quello delle Feste dell’Unità. Dopo uno stop, il gruppo torna stabilmente in attività nel post pandemia e negli ultimi cinque anni ha ripreso a collezionare date e collaborazioni. «Cantare Vasco significa cantare ciò che avrei sempre voluto scrivere senza esserne mai stato capace», dice Cocchi. Tra i ricordi anche l’invito ad assistere alle prove di Vasco al Grand Hotel Bologna di Pieve di Cento e la partecipazione a un concorso nazionale di cover band presentato da Diego Spagnoli. «Anche oggi – conclude – l’obiettivo è ricreare, nel nostro piccolo, quella vibrazione unica che rende immortali i live del Blasco».
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