Andy Warhol a Ferrara, oltre 50mila presenze a Palazzo dei Diamanti
La rassegna visitabile fino al 19 luglio. Gulinelli: «Progetto profondamente radicato nella storia recente della città»
Ferrara Superate le 50mila presenze alla mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen” a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. L’esposizione – visitabile fino al 19 luglio – celebra l’anniversario dell’epocale mostra del 1975-76 Ladies and Gentlemen che ha portato a Ferrara una delle figure più influenti del Novecento, Andy Warhol. Per la ricorrenza dello storico evento Palazzo dei Diamanti accoglie nuovamente i capolavori del padre della Pop Art: non una semplice riedizione di quella mostra leggendaria ma anche un affascinante viaggio attraverso i più celebri ritratti e autoritratti.
L’esposizione è l’occasione per riscoprire la sorprendente attualità della ritrattistica warholiana. Dopo aver esplorato i miti della società dello spettacolo, dando forma a icone immortali, Warhol presentava a Ferrara, in anteprima mondiale, Ladies and Gentlemen, un ciclo dedicato alle drag queen afro e latinoamericane che frequentavano la scena underground newyorkese. Accendendo per la prima volta i riflettori su figure anonime e marginalizzate, focalizzava l’attenzione sull’individuo, sulla sua identità e sulla sua rappresentazione.
La mostra
“Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea - Servizio Cultura del Comune di Ferrara, propone una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid provenienti da importanti musei e collezioni internazionali accompagnando il visitatore in un’appassionante immersione nell’universo del ritratto warholiano a partire dall’esposizione del 1975-76.
Come sottolinea Marco Gulinelli, assessore alla Cultura, Monumenti Storici e Civiltà Ferrarese del Comune di Ferrara, «il pubblico e la critica hanno voluto premiare un progetto espositivo profondamente radicato nella storia recente della città ma anche capace di parlare al presente, invitando a una riflessione sull’identità pubblica e sulla libertà di espressione individuale, nodi particolarmente significativi nell’era globalizzata dei social media».
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