La Nuova Ferrara

La ricorrenza

Il teatro Nuovo di Ferrara compie cent’anni: «Leggerezza e riflessione al centro»

Antonio J. Palermo
Il teatro Nuovo di Ferrara compie cent’anni: «Leggerezza e riflessione al centro»

Presentati i primi sette spettacoli della prossima stagione di prosa

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Ferrara Cento anni dal 1926. Il teatro Nuovo di Ferrara gioca d’anticipo e per festeggiare i suoi primi cent’anni, ieri ha presentato la nuova stagione 26/27 di prosa con un cartellone che mappa il presente attraverso sette titoli: non una collezione casuale, ma una scelta precisa su quello che agita la comunità adesso. Il tema è l’identità, declinato nelle sue forme più fragili e urgenti. Si arriva dopo una stagione 25/26 che ha dato risultati: il pubblico è cresciuto, spettacolo dopo spettacolo. «Questa stagione nasce dalla nostra esigenza di comunicare che il teatro è un luogo vivo e contemporaneo, capace di parlare a chiunque. Abbiamo costruito una proposta artistica tra le migliori del panorama teatrale italiano, una stagione che si muove tra leggerezza e riflessione», afferma il direttore artistico Alessandro Di Matteo.

Cartellone La stagione inizia a ottobre con “Tutti gli uomini che non sono”, tratto dal libro di Paolo Calabresi, dove un’attrice ripercorre le trasformazioni di Paolo dentro le pagine della storia. A seguire arriva De Filippo: “Non ti pago” nella versione di Luca De Filippo che conserva l’ironia ma ne intensifica il peso contemporaneo. E, ancora, la “Bilora” di Ruzante riletta da Andrea Pennacchi come “Predatori di Pianura”, una storia di sopravvivenza e tradimento dove tutto scivola verso il basso. Le classificazioni tradizionali — classico versus contemporaneo — non reggono: sono storie che urlano il presente in facce diverse. Ma è “People, Places and Things” (11, 12, 13 dicembre) il pezzo su cui il teatro Nuovo ha messo il peso. Pierfrancesco Favino la dirige e la porta in scena con Anna Ferzetti in un cast di rilievo. Lo spettacolo racconta la ricerca di sé dentro un mondo dove tutto appare accessibile e tutto sfugge. Un uomo nella metropoli, circondato da persone, posti, cose, ma sempre prossimo al crollo. È il titolo più urgente dei contemporanei italiani degli ultimi anni. Chi lo guarda non esce con risposte confortanti: esce con la propria fragilità finalmente nominata.

Anno nuovo “Capitol’Ho” (febbraio) è un’opera originale dove tutto scivola nell’ironia: la metafora di un carnevale dove nulla è stabile e le maschere non fingono più. “La cosa giusta” (marzo) affronta la povertà senza sentimentalismi, con tre uomini spaesati a Roma che cercano una via d’uscita. Chiude la stagione “Malinconico. Moderatamente felice” (aprile), spettacolo che parla di quell’uomo che non rientra nelle categorie ordinarie e non finisce mai di sorprendere chi lo guarda.

Tutti gli spettacoli andranno in scena sia la sera che domenica alle 16.30. Gli abbonamenti si articolano in sei tipologie: accesso completo ai sette titoli, oppure i quattro contemporanei, oppure il mix con i classici. Chi ha già un abbonamento può rinnovarlo da giugno mantenendo il medesimo posto. Abbonamenti e prenotazioni. La riconferma degli abbonamenti storici parte il 5 giugno (fino al 13, stesso posto; dal 16 al 20 è possibile cambiare). I nuovi abbonamenti aprono il 23 giugno. La vendita dei singoli spettacoli parte dal 1°settembre. Per informazioni e dettagli: tel. 0532.1862055.

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