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Sul palco

Da Ferrara a Perugia, Campagnoli all’Umbria Jazz: «Un onore suonare qui»

Nicola Vallese
Da Ferrara a Perugia, Campagnoli all’Umbria Jazz: «Un onore suonare qui»

Il chitarrista ferrarese ha conquistato insieme al suo quintetto Parallel 40 un posto tra i dieci finalisti del Conad Jazz Contest

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Ferrara C’è un filo rosso che unisce la tradizione del jazz italiano alla vivacità culturale della Catalogna e quest’anno passa attraverso le corde della chitarra di Giovanni Campagnoli. Il musicista ferrarese, formatosi tra le mura del conservatorio Frescobaldi, ha conquistato insieme al suo quintetto, i Parallel 40, un posto tra i dieci ambitissimi finalisti del Conad Jazz Contest: una vetrina di prestigio assoluto che proprio in questi giorni (6, 7, 8) sta vedendo la band esibirsi sul palco di Umbria Jazz a Perugia, una delle manifestazioni più importanti al mondo per gli amanti del genere.

Il percorso artistico di Campagnoli inizia presto, a tredici anni, dopo una prima esperienza al pianoforte: «Sono passato alla chitarra folgorato dal blues, per poi approdare al jazz — racconta il musicista — Ho iniziato subito con lo strumento elettrico, studiando in diverse scuole di Ferrara e provincia». La svolta decisiva, tuttavia, arriva grazie a una borsa di studio post-laurea offerta proprio dal conservatorio, che gli permette di frequentare un tirocinio a Barcellona nel primo semestre del 2025. È proprio nella metropoli spagnola che il progetto Parallel 40 prende vita, unendo personalità e provenienze geografiche differenti: «A Barcellona ho conosciuto musicisti straordinari — spiega Campagnoli —. Oltre a me, nel gruppo c’è un altro italiano, un pianista che vive in Spagna (Armando Lo Re). Poi ci sono un sassofonista (Guillem Regnier) e un contrabbassista (Marti Ferrer) catalani, e una batterista (Sara Martinez) che viene dalla Galizia». Cinque anime che riescono a fondere background diversi in un sound originale, capace di alternare momenti di quiete introspettiva a vere e proprie esplosioni di energia. Un flusso continuo che mescola la scuola jazzistica più tradizionale a soluzioni decisamente moderne. Il repertorio dei Parallel 40 si muove agilmente tra composizioni originali, nate in Italia e ultimate in terra spagnola e riarrangiamenti di standard classici del post-bop e del modern jazz, in particolare degli anni Sessanta, a cui la band riesce a dare un tocco personale e una freschezza contemporanea. L’improvvisazione resta il cuore pulsante di ogni esibizione, lasciando ampio sfogo alla creatività dei singoli membri.

Per Campagnoli, la finale di Perugia rappresenta anche un ritorno alle origini carico di emozione: «A Umbria Jazz ci andavo da piccolo con i miei genitori, entrambi grandi appassionati di musica. Poterci tornare oggi da musicista e non più da spettatore è un passo immenso». Per la band, che ha già all’attivo alcune live session in studio visibili sul canale YouTube di Campagnoli, il traguardo è già una vittoria: «Il livello dei finalisti è altissimo. Il nostro obiettivo futuro è continuare a suonare, portare questo progetto fuori da Barcellona e, prima o poi, registrare un disco con il repertorio che abbiamo perfezionato per questo concorso».

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