La Nuova Ferrara

L’esperienza

Da Ferrara alla Norvegia per la musica: Talmek al Notodden Blues Festival

Nicolas Stochino
Da Ferrara alla Norvegia per la musica: Talmek al Notodden Blues Festival

Una settimana di approfondimenti, jam session e concerti al bandcamp per il chitarrista, cantautore e produttore ferrarese

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Ferrara Una settimana immerso nel blues, tra lezioni con grandi maestri internazionali, jam session e concerti. È l’esperienza vissuta dal musicista e produttore ferrarese Talmek, prossimo ai 28 anni, che dal 26 luglio a domenica 2 agosto ha preso parte al bandcamp organizzato dalla Little Steven’s Blues School nell’ambito del Notodden Blues Festival, il più importante festival blues d’Europa. Un’occasione unica, arrivata grazie alla segnalazione del chitarrista ferrarese Roberto Formignani, docente della Scuola di Musica Moderna. L’esperienza è stata finanziata dell’European Blues Union, mentre i costi del viaggio sono stati coperti dall’Amf di Formignani.

«È stata una delle esperienze più belle della mia vita – racconta Talmek –. Sono partito molto curioso, senza grosse aspettative, con la voglia di vivere fino in fondo questa avventura. Ero l’unico italiano del gruppo: c’erano quattro americani, un portoghese, uno spagnolo e soprattutto norvegesi».

La passione per il blues, in realtà, è nata quasi per caso. Dopo gli anni di studio della chitarra con Roberto Formignani, Talmek ha scelto di dedicarsi soprattutto alla musica urban e al rap, linguaggi che ancora oggi fanno parte della sua identità artistica. Poi una scoperta inattesa ha cambiato il suo percorso. «Quattro anni fa ho ripreso a studiare. Ho scoperto il blues e me ne sono innamorato subito. È entrato nelle mie corde e ne ho fatto un suono tradizionale ma allo stesso tempo modernizzato. È un genere con cui riesco davvero a esprimere tutto quello che ho dentro».

Durante il camp i partecipanti sono stati suddivisi in quattro band. Talmek ha ricoperto il ruolo di chitarrista solista nella seconda formazione, equipaggiato con una Epiphone Les Paul e amplificatori di altissimo livello. Insieme a lui altri due chitarristi, cantante, batterista e bassista, ai quali si è aggiunto anche l’armonicista svedese Branko, musicista che aveva già tenuto seminari persino nel Mississippi. Le giornate erano dedicate alle prove e alle masterclass, mentre ogni sera le quattro band salivano sul palco per esibirsi davanti al pubblico con un repertorio di cinque o sei brani assegnati dai docenti: «Abbiamo avuto insegnanti straordinari, grandi nomi del blues internazionale. Ogni sera suonavamo per circa mezz’ora e durante la settimana abbiamo anche registrato un brano inedito che pubblicherò più avanti». Tra i momenti più emozionanti c’è stata proprio la sessione di registrazione al Juke Joint Studio, luogo simbolo della storia del blues. «Registrare lì è stato incredibile. C’era un banco mixer, importato dall’America, con cui negli anni Cinquanta registrò anche Elvis».

Un’esperienza che arriva mentre Talmek è impegnato anche nella realizzazione del suo nuovo progetto discografico: «Sto producendo sei nuovi brani: tre sono già stati registrati, gli altri li inciderò nei prossimi giorni. Non voglio avere fretta, preferisco curare ogni dettaglio prima di pubblicarli. Nel frattempo continuo a produrre e collaborare con tanti giovani artisti, molti dei quali del territorio. Vedo tanto fermento e tanta voglia di fare musica, e questo mi rende davvero felice». Il prossimo appuntamento dal vivo sarà il 13 settembre, quando salirà sul palco della Darsena nell’ambito della manifestazione Darsena Calling.

Grande soddisfazione anche da parte di Roberto Formignani, che ha accompagnato il percorso musicale del giovane fin dai primi passi: «Quando Davide Grandi, presidente della European Blues Union, mi ha chiesto di segnalare un giovane per questa esperienza, ho pensato subito a lui. Sono molto fiero del suo percorso. Davide stesso lo ha seguito durante il soggiorno in Norvegia, assicurandosi che tutto procedesse per il meglio. Il blues è la mia grande passione e vederla riflessa in un ragazzo giovane, con così tanta voglia di crescere, è una soddisfazione enorme».

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