Il grande album dei modenesi è finalmente online: 33mila foto raccontano la storia della città, eccone alcune
Online un patrimonio unico della memoria cittadina grazie alla collezione Panini
MODENA. C’è la città che cambia volto accanto al Duomo, quella attraversata dai tram a cavalli, quella delle mondine in partenza dalla stazione e persino quella della Mille Miglia fermata davanti a un passaggio a livello. È una Modena che riaffiora dagli archivi fotografici e che da oggi diventa accessibile a tutti grazie alla pubblicazione online delle 33.812 immagini della collezione Giuseppe Panini sul portale agomodena.it.
Il patrimonio fotografico
L’iniziativa arriva all’indomani del successo dello spettacolo “Specchi di comunità. Volti, storie, vite di Modena”, messo in scena negli spazi di Ago Off grazie alla collaborazione tra Fondazione Ago ed Emilia-Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale. Uno spettacolo nato proprio per valorizzare un patrimonio fotografico che ora si apre completamente alla consultazione pubblica, offrendo una straordinaria finestra sulla storia della città e del territorio. Le immagini raccontano oltre un secolo di trasformazioni urbanistiche, sociali e politiche. Tra gli scatti più suggestivi spiccano l’abbattimento delle canoniche e la nascita di via Lanfranco, accanto al Duomo, tra il 1898 e il 1899; Porta Sant’Agostino nel 1911, con la piazza attraversata dai doppi binari del tram a cavalli; due concorrenti della Mille Miglia bloccati al passaggio a livello della Madonnina nel 1928; e ancora un gruppo di mondine in partenza dalla stazione ferroviaria nel 1941. La digitalizzazione della collezione Panini arricchisce ulteriormente il patrimonio documentario gestito da Fondazione Ago. Gli archivi online raccolgono ormai oltre 130 mila fotografie storiche, consultabili attraverso percorsi tematici, cronologici e geografici, permettendo a studiosi, appassionati e cittadini di esplorare la memoria visiva modenese.
Le immagini
La raccolta voluta da Giuseppe Panini rappresenta uno dei più importanti patrimoni fotografici del territorio. Oggi proprietà della Fondazione di Modena e affidata ad Ago, comprende i fondi degli studi fotografici Orlandini e Bandieri, attivi tra il 1870 e il 1980, oltre alle immagini del fotoamatore Ferruccio Testi, specializzato nella documentazione sportiva tra il 1910 e il 1940. A questi si aggiungono fotografie di altri autori, fra cui Ferruccio Sorgato, che contribuiscono a costruire un vasto racconto collettivo della città. Le dimensioni della collezione restituiscono la misura dell’opera di conservazione realizzata negli anni: 64.746 negativi su lastra di vetro, 279.711 negativi su pellicola, 37.667 stampe positive e 1.016 diapositive, insieme a pubblicazioni, apparecchiature fotografiche d’epoca e arredi provenienti dagli studi fotografici. Molte immagini riservano anche preziose curiosità. Si va dall’abbattimento delle mura cittadine lungo il tratto compreso tra la Barriera Garibaldi e il Baluardo San Pietro, tra il 1911 e il 1913, ai passeggeri di un tram con la bigliettaia al lavoro nel 1940. E ancora un corso di dattilografia femminile del 1935 o un raro dietro le quinte dello stadio Comunale nel 1925, con i calciatori del Modena ritratti nello spogliatoio dopo una partita: tra loro si riconoscono Mazzoni, Pedrazzi, Vezzani, Scacchetti, Dugoni e Breviglieri. Più che una semplice raccolta di fotografie, il nuovo archivio digitale si presenta come un grande album di famiglia della comunità modenese. Una memoria condivisa che, attraverso migliaia di immagini ritrovate e oggi facilmente accessibili, permette di osservare il passato e comprendere meglio l’identità della città.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
