Viaggio a La Palazza: un'oasi tra gusto e natura ai piedi del Cimone
Per arrivare all’ “Agriturismo del Cimone – La Palazza” a Fanano, anche se a solo a poco più di un’ora d’auto da Modena e Bologna, bisogna fare i conti con i chilometri e con le curve. Tante curve, ma una volta arrivati si capisce subito che ne è valsa la pena
FANANO. Per arrivare all’ “Agriturismo del Cimone – La Palazza” a Fanano, anche se a solo a poco più di un’ora d’auto da Modena e Bologna, bisogna fare i conti con i chilometri e con le curve. Tante curve, ma una volta arrivati si capisce subito che ne è valsa la pena.
Un luogo in cui disconnettersi
Nata in un antico casale ristrutturato a 1200 metri di quota, nel cuore del Parco del Frignano, “La Palazza” è un luogo dove il tempo sembra rallentare: il panorama si apre sul Monte Cimone e sul crinale dell’Appennino modenese, mentre il silenzio diventa parte integrante dell’esperienza. Al visitatore viene offerto il lusso più grande di oggi: la possibilità di disconnettersi. Una filosofia che si riflette chiaramente anche nelle camere rustiche e accoglienti a disposizione degli ospiti, dove la televisione (per scelta) non c’è: «Siamo talmente abituati ad avere un rumore di sottofondo – racconta Anna Tonielli, la storica proprietaria – che trovarsi nel silenzio, di notte, con intorno solo il richiamo di qualche rapace, a qualcuno fa quasi impressione». Tutto è cominciato all’inizio degli anni’90, quando Sergio e Anna, all’epoca giovanissimi, acquistarono questo casale completamente da ristrutturare: «Non c’era nulla» ricorda Anna, che in questa terra è nata e cresciuta e ha deciso di crescere i suoi figli. «All’epoca c’era solo una vecchia casa in decadenza e un bellissimo paesaggio. Niente stalla, niente “Nido dell’Aquila”, nemmeno la baita in legno. All’inizio la sfida era guidata solo dal desiderio di vivere in questo luogo: i primi tempi offrivamo agli ospiti semplicemente un alloggio con cucina per lasciarli indipendenti, io avevo appena 19 anni e la mia esperienza nella ristorazione era pari a zero. Anche l’ospitalità muoveva i primi passi in un’epoca in cui il concetto di accoglienza rurale e conviviale ancora non esisteva».
La storia dell’attività
Eppure, quello scetticismo si è trasformato nella spinta decisiva: nel 1996 aprì il ristorante e, da quel momento, “La Palazza” non ha mai smesso di evolversi. Nel 1998 nacque la stalla, nel 2000 l’abitazione superiore e nel 2008 la baita in legno, oggi cuore pulsante di attività per gruppi e turisti. L’offerta si è arricchita nel tempo fino ad arrivare all’attuale dimensione, che unisce la produzione di formaggi a quella del vino, organizzazione di matrimoni, eventi, team building aziendali e campi estivi per bambini e ragazzi.
Questa capacità di reinventarsi ha trovato nel recente passato il suo coronamento e il periodo del Covid è stato il catalizzatore di una vera e propria rinascita generazionale: «Quel periodo difficile – racconta orgogliosa Anna – ha dato l’opportunità ai miei figli di decidere di fermarsi qui. Ora sono proprio i ragazzi a portare avanti l’azienda, custodendone la storia ma alimentandola con idee nuove e un entusiasmo tutto loro». L’obiettivo è continuare a far crescere l’azienda senza snaturarne l’identità, aprendosi sempre di più anche a un turismo da fuori regione e dall’estero. Fermarsi alla “Palazza” significa scegliere un’esperienza che va al di là della tavola. Oltre al ristorante, l’agriturismo mette a disposizione camere e miniappartamenti per chi desidera trattenersi qualche giorno e scoprire con calma tutte le proposte della struttura e le bellezze del territorio circostante. Intorno al casale, cavalli, pony, galline e conigli fanno parte della quotidianità dell’azienda e contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più autentica, soprattutto per famiglie e bambini. Entrare nel ristorante significa immergersi in un ambiente dal carattere autentico e caloroso: ricavato dalla ristrutturazione della vecchia stalla, mantiene l’aspetto rustico tipico dell’Alto Appennino, dove pietra e legno sono i veri protagonisti. A renderlo speciale sono dettagli che conferiscono all’ambiente una personalità unica.
Un’esperienza immersiva
A rendere unica l’esperienza gastronomica è la straordinaria filiera aziendale. Nel laboratorio interno, la materia prima locale viene lavorata in maniera artigianale per dare vita a una ricca varietà di latticini freschi e stagionati. Tutta l’attività dell’agriturismo si basa su una filiera circolare a chilometro (se non metro) zero: le verdure e i piccoli frutti arrivano prevalentemente dall’orto biologico aziendale e da produttori locali. Oggi la vera forza de La Palazza risiede nei tre figli di Anna e Sergio, che hanno scelto di investire competenze e futuro nell’azienda di famiglia, imprimendole una svolta contemporanea. Ognuno ha trovato la propria vocazione: Ines dopo il diploma ha deciso di iscriversi ad una scuola di pasticceria e firma gli ottimi dolci; suo fratello Enea, quando non veste i panni di maestro di scii, coordina l’accoglienza in sala; e poi c’è Nicola, lo chef di casa, che con alle spalle il diploma alberghiero, stage in importanti catering modenesi e un’esperienza in un ristorante stellato a Madrid, ha impresso un’impronta distintiva e contemporanea al menu. «Propongo una cucina ricercata ma profondamente legata al territorio», spiega. I capisaldi della tradizione, infatti, ci sono tutti: pane e crescentine cotti nel grande forno a legna, salumi e formaggi nostrani, pasta fresca fatta in casa oltre a grigliate e brasati.
Ma la loro vera cifra stilistica sta nel voler offrire all’ospite sempre qualcosa di sorprendente. Il menù cambia con il ritmo delle stagioni e si chiude con dolci che rispecchiano la stessa fedeltà al territorio. È nata anche una piccola cantina aziendale, dove oggi prendono forma Grechetto Gentile e Lambrusco rifermentato in bottiglia, mentre Chardonnay e Pinot Nero Metodo Classico affinano in vista delle prime bottiglie. Oggi La Palazza scommette con decisione sul turismo esperienziale. Gli ampi spazi esterni accolgono eventi in ogni stagione, grazie anche a una grande tensostruttura. La stessa versatilità caratterizza la formula dei matrimoni. Per chi cerca il relax assoluto, la struttura dispone di un’Area Benessere. Il consiglio di Anna per chi sale quassù è un invito alla lentezza: «Concedetevi il lusso di fermarvi qualche giorno. Prendetevi il vostro tempo: lasciate il telefono alle spalle e immergetevi nella natura, per riscoprire la dimensione più lenta e autentica di queste montagne».
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