Ferrara riabbraccia Eugenio Barba: «Nel 1980 fu un successo epocale»
Czertok, lo spettacolo mancato in Argentina e l’evento in città. Sabato e domenica all’Abbado c’è “Le Nuvole di Amleto”
Ferrara «Nel 1980 portammo a Ferrara Eugenio Barba con “Ceneri di Brecht” e “Il Milione”, due momenti entrati nella storia del teatro della città». A parlare è Horacio Czertok, attore, regista e fondatore del Teatro Nucleo. Lui e Barba si conoscono da quasi cinquant’anni, da quando, nel 1978, Barba e l’Odin Teatret si sarebbero dovuti esibire a Buenos Aires. «Conoscevo il lavoro di Barba e della sua compagnia, era rivoluzionario. Negli anni Settanta, in Argentina, dirigevo una rivista di teatro e avevo dedicato ampio spazio alla sua realtà. Un giorno – ricorda Czertok – con altri compagni decidemmo di invitare il gruppo a Buenos Aires».
Nel 1978, due anni dopo il colpo di Stato militare, uno spettacolo teatrale era sufficiente a destare sospetti. «L’apparato della sicurezza ci convocò per sapere quali fossero le nostre intenzioni e ci chiese per quale motivo volessimo portare a Buenos Aires una compagnia “anarchica e sovversiva”. Così era considerato l’Odin Teatret dall’Argentina dell’epoca», ricorda il fondatore del Nucleo.
In quel momento, nella mente di Czertok, si accende un campanello d’allarme: è la stagione dei desaparecidos, il clima è teso e portare una compagnia teatrale “anarchica e sovversiva” nel Paese può essere una motivazione sufficiente per sparire. «Sono tornato a casa e ho detto a Cora (Herrendorf, sua compagna nella vita e nel lavoro, scomparsa nel 2023, ndr) che ce ne dovevamo andare al più presto. Così siamo partiti alla volta dell’Italia e di Ferrara».
I rapporti con Barba, però, non si erano interrotti e due anni dopo Czertok riuscì a organizzare il doppio evento a Ferrara. «“Ceneri di Brecht” andò in scena in quella che all’epoca era la sede del liceo Ariosto (oggi il tribunale, ndr), mentre “Il Milione” fu proposto in via Bologna. La stampa nazionale, i principali quotidiani e le “firme” più prestigiose vennero a Ferrara per raccontare l’evento. Fu un successo».
Il ritorno
Oggi, a distanza di 46 anni, Barba torna a Ferrara. In concomitanza con l’inizio del Festival di Danza Contemporanea 2026, la città accoglie il regista e Julia Varley, protagonisti di una ricca residenza artistica che culminerà nella masterclass “L’attore che danza”. L’appuntamento è in programma stamane, dalle 11 alle 13, nella Sala Prove del Teatro, con ingresso da Rotonda Foschini. L’incontro è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria via email all’indirizzo audizioni@teatrocomunaleferrara.it.
La masterclass s’inserisce all’interno del programma che vede Eugenio Barba al centro del weekend d’apertura del Festival. L’attività al parco Coletta è iniziata ieri con la performance urbana La città che danza, e prosegue oggi e domani alle 20 al Teatro Comunale Abbado (corso Martiri della Libertà, 5) con lo spettacolo dell’Odin Teatret “Le nuvole di Amleto", insieme a interventi site specific diffusi in città e al conferimento del Premio Eugenio Barba per le Arti Performative. Per info, dettagli e biglietti: www.teatrocomunaleferrara.it, tel 0532.202675.
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