La Nuova Ferrara

L’incontro

Riscoprire Alba de Céspedes: l’attualità della voce di Olga Campofreda all’Udi di Ferrara

Nicola Vallese
Riscoprire Alba de Céspedes: l’attualità della voce di Olga Campofreda all’Udi di Ferrara

Appuntamento oggi 6 ottobre nella sede di via Terranuova con la presentazione del volume “Vorrei trascorrere una domenica da uomo”

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Ferrara Un appuntamento da non perdere con la grande letteratura e la riflessione sull’emancipazione femminile: oggi, martedì 6 ottobre, alle 18.30, la sede dell’Udi Ferrara (via Terranuova, 12b) ospiterà la presentazione del volume “Vorrei trascorrere una domenica da uomo” di Alba de Céspedes. A curare l’opera e a raccontarne il percorso è Olga Campofreda, scrittrice (nota al pubblico per il romanzo “Ragazze perbene” oltre che per la sua carriera nella scherma che l'ha vista divenire anche allenatrice della nazionale inglese Under 20) e ricercatrice in Cultural Studies residente a Londra.

La serata, introdotta da Stefania Guglielmi, presidente dell’Udi Ferrara, vedrà Campofreda dialogare con la scrittrice Francesca Capossele e la giornalista Riccarda Dalbuoni. Al centro dell’incontro c’è una figura fondamentale ma a lungo trascurata del nostro Novecento. «C’è un doppio binario su cui mi muovo – racconta Olga Campofreda –. Da un lato la mia scoperta personale di Alba de Céspedes all’università, leggendo “Quaderno proibito”: lì ho compreso per la prima volta l’esistenza dei ruoli di genere e come la scrittura possa essere uno strumento decisivo per posizionarsi nella società. Dall’altro, una straordinaria rinascita editoriale: dopo il successo internazionale di Elena Ferrante, molti lettori ed editori anglofoni sono andati a riscoprire le sue maestre, innescando un vero e proprio circolo virtuoso».

Il legame tra la dimensione londinese e le radici italiane offre alla curatrice una prospettiva privilegiata sui modelli sociali: «Vivere fuori dal contesto d’origine fa vedere certe dinamiche con estrema lucidità. In Italia certi schemi di provincia, che impongono percorsi prefissati in nome del "bene", sono ancora radicati. Chi ci ama spesso teme la libertà e lo sforzo creativo di immaginarci diversi da un sentiero già battuto». Da qui l’urgenza di una consapevolezza collettiva: «Serve ribadire con forza l’importanza dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Non basta inasprire le pene: bisogna lavorare culturalmente sui cittadini di domani”. Sul futuro, infine, prevale una parola cara alla curatrice: “Più che ottimista, mi definisco fiduciosa. De Céspedes ha attraversato e visto grandi trasformazioni sociali per le donne. Questa fiducia nel cambiamento è luminosa e dobbiamo tenercela stretta»

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