Diego Spagnoli lascia Vasco Rossi dopo 44 anni: non sarà al Giubileo di Roma
Lo storico stage manager: «Avrei voluto salutarvi in altro modo. Non cercate la colpa negli altri». Il rocker di Zocca: «Durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso»
Zocca Diego Spagnoli non ci sarà più né sul palco nè dietro le quinte degli show di Vasco Rossi. Lo storico stage manager del rocker di Zocca, uno dei volti più riconoscibili e amati dei concerti del Blasco, non parteciperà al Giubileo del 2027, quando il cantautore festeggerà i cinquant’anni di carriera con la residency da dieci concerti allo stadio Olimpico di Roma. Una notizia che ha scosso il popolo dei fan, abituato a vedere Spagnoli chiudere ogni live con la presentazione della band, un rito diventato nel tempo uno spettacolo nello spettacolo.
Le parole di Spagnoli
A dare l’annuncio è stato lo stesso Spagnoli, che ha voluto chiarire subito un punto: la scelta è soltanto sua. «Avrei voluto salutarvi in altro modo – ha scritto, precisando –, non cercate la colpa negli altri: nessun direttore artistico o vertice ha deciso la mia rinuncia». Una collaborazione, quella con Vasco, iniziata nel 1982 e proseguita per oltre quarant’anni, fino all’ultimo tour, il Vasco Live 2026, che aveva toccato anche Ferrara con due date, il 5 e il 6 giugno, al parco urbano Bassani, davanti a 120mila spettatori complessivi.
Sulle ragioni dell’addio Spagnoli ha tenuto la porta chiusa: «Non ve lo dirò mai perché ho fatto questa scelta, è una cosa mia assolutamente personale». Poi, nel messaggio, non è mancata una frecciata al bassista Claudio “Il Gallo” Golinelli. In un’intervista con Red Ronnie, Golinelli aveva spiegato di non saperne nulla, aggiungendo di aver notato che «già l’anno scorso era messo un po’ così, strano, con Vasco», e chiudendo con un «sinceramente non me ne frega». Spagnoli ha ripreso proprio quelle parole, augurando ai fan di godersi lo splendido evento e salutando con una nota polemica: «Quando c’è un Giubileo io vado a San Pietro, in Vaticano… che non è Roma!».
La risposta di Vasco
A stretto giro è arrivato il messaggio social del rocker di Zocca, che ha rotto il silenzio sulle ragioni della separazione. «Mi dispiace per la decisione di Diego di lasciare questa avventura cominciata insieme più di quarant’anni fa», ha scritto, ricordando come il momento arrivi «proprio adesso che ci prepariamo a festeggiare cinquant’anni di musica sempre al massimo, con dieci concerti a Roma”, la più grande residency mai realizzata in Italia: Tutto giugno insieme, per una specie di “giubileo” laico. Le chitarre ci sono… per i miracoli ci stiamo attrezzando!».
Il rocker ha poi ringraziato Spagnoli «per la gioia, la professionalità e tutti questi anni insieme», definendolo «il mio complice sul palco» e ricordando il loro incontro: «L’ho voluto al mio fianco dal primo giorno: Guido si occupò dell’assunzione, io della scelta. Ognuno aveva il suo mestiere… per fortuna!».
Nessun mistero
Il passaggio più atteso è quello sulle ragioni dell’addio. «Non c’è alcun mistero. Lui non ve lo dirà mai ma ve lo dico io: durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco, davanti a due persone – ha spiegato Vasco –. Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso. Mi dispiace». Ha poi aggiunto, «ha portato a termine il tour con grande professionalità e, dopo l’ultimo concerto, mi ha mandato un video spiegandomi le sue ragioni».
Il futuro
Nessuna porta sbattuta, almeno nei toni, e un’apertura finale: «Naturalmente Diego non è sostituibile. Diego è Diego. Ma dobbiamo andare avanti e troveremo una soluzione per continuare lo spettacolo. Mai dire mai… chi vivrà vedrà». Poi il saluto: «Gli auguro tutto il bene del mondo, con affetto e gratitudine. La rotta continua… e ci vediamo a Roma!».
Resta ora da capire chi raccoglierà il testimone sul palco dell’Olimpico. Ma per i fan, almeno per ora, quel «mai dire mai» lascia aperto uno spiraglio.
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