**IFF: accelera corsa debito globale , in 2025 + 29 mila mld dollari**
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Roma, 25 feb. (Adnkronos) - Non si ferma la corsa al rialzo del debito globale che nel 2025 ha subito una brusca accelerazione con l'aumento più forte dai tempi della pandemia, crescendo di quasi 29.000 miliardi di dollari e raggiungendo un nuovo massimo storico di 348.000 miliardi di dollari, ovvero tre volte il pil mondiale. E' la preoccupante indicazione che arriva dal rapporto annnuale dell'Institute of International Finance, che segnala come circa due terzi dell'aumento arriva dalle economie 'mature' anche per via del boom dei disavanzi pubblici. Gli stock di debito hanno comunque raggiunto nuovi massimi sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti, anche se, tuttavia, il rapporto debito/PIL globale è diminuito per il quinto anno consecutivo, trainato principalmente dai mercati maturi, attestandosi a circa il 308% nel 2025. Ma l'Iff ammonisce come questo miglioramento, tuttavia, mascheri una crescente divergenza. Nei mercati emergenti, il rapporto debito/PIL ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo record superiore al 235% del PIL. E comunque il calo del rapporto debito/PIL globale è interamente attribuibile al settore privato mentre il il peso del debito pubblico ha continuato a crescere. Quest'ultimo ha 'coperto' oltre 10.000 miliardi di dollari dell'aumento complessivo del debito globale nel 2025, con Cina, Stati Uniti ed Eurozona responsabili di quasi tre quarti dell'aumento. In Europa, spiega l'istituto, l'espansione del debito pubblico si è concentrata in Francia e Italia, seguite dalla Germania. Fuori dall'Europa invece oltre alla Cina, la crescita di debito sovrano è stata particolarmente forte in Brasile, Messico e Russia. Guardando al futuro, l'Iff evidenzia l'atteso aumento del fabbisogno pubblico, in particolare negli Stati Uniti, in Cina, in Germania, in Giappone e in India. Per quanto riguarda gli Usa l'istituto 'smentisce' - alla luce della forte domanda di Treasuries - le preoccupazioni diffuse dalla narrazione secondo cui i capitali esteri starebbero abbandonando gli Stati Uniti in un tentativo di diversificazione degli investimenti e di 'dedollarizzazione' dell'economia mondiale. In ogni caso il debito federale statunitense è stimato in aumento di oltre 20 punti percentuali, superando il 120% del PIL entro il 2036.