Salute, Beretta (Milan Longevity Summit): "Soluzioni per ridurre patologie invecchiamento"
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Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - "Abbiamo raccolto a Milano le menti migliori che lavorano in tutto il mondo sul tema molto importante dell'invecchiamento in salute, quello che gli americani chiamano Healthspan con l'obiettivo di fare sintesi di tutta la scienza che abbiamo a disposizione, che è molto vasta, e trovare soluzioni concrete da proporre alla popolazione e ai sistemi sanitari nazionali per ridurre l'incidenza delle patologie dell'invecchiament". Lo ha detto Alberto Beretta, presidente del Comitato scientifico del Milan Longevity Summit, in occasione della terza edizione del Milan Longevity Summit, in corso al MiCo di Milano sul concept One Health per ridisegnare il futuro della longevità. "Ci troviamo all'interno di una società che invecchia molto rapidamente - osserva l'esperto - La piramide demografica è invertita e occorre assolutamente intervenire sull'incidenza di queste patologie per permettere alle persone di vivere a lungo e sane e, al contempo, permettere ai sistemi sanitari di risparmiare e fare economia sull'assistenza a queste persone". Sui contenuti della 4 giorni milanese, Beretta ricorda "la sessione sulla demografia, con una lezione magistrale da parte di Jay Olshansky, illustre gerontologo, che ha dimostrato aspetti fondamentali sull'andamento demografico nei nostri Paesi". Oltre all'approfondimento "sui biomarker, test che si effettuano per capire in che modo sta invecchiando una persona", il presidente del comitato scientifico evidenzia lo spazio dedicato ai "meccanismi biologici dell'invecchiamento, che sono numerosi", ma anche al "ringiovanimento dei vari organi, del sistema nervoso centrale, del cuore, eccetera. Infine - aggiunge - affronteremo tutte le tematiche di intervento terapeutico, a partire dall'esercizio fisico, proseguendo con l'alimentazione e la gestione del sonno, dello stress e tutto l'impatto che questi aspetti hanno sulla qualità della vita in terza età. Le prospettive future di questo tipo di disciplina sono ottime, dal punto di vista scientifico, però dipenderanno interamente da come i sistemi sanitari riusciranno a recepire queste novità".
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