La Nuova Ferrara

Ortodonzia, Bartolommei (odontoiatra): "La tecnologia coinvolge gli adolescenti e li rende parte attiva del trattamento"

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Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - “In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi, però, la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento”. Lo sottolinea Lorenzo Bartolommei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all’evento formativo , “Il trattamento che vorresti per tuo figlio. E che offri ai tuoi pazienti”, organizzato da Align Technology in collaborazione con la SIDO e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dedicato all’ortodonzia in età evolutiva. “Deve esserci una sinergia tra medico e paziente – spiega Bartolommei – perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato”. Un esempio arriva dalla presa delle impronte. “Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali – racconta lo specialista – ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali”. Secondo Bartolommei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. “Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute”. C’è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. “Il rischio – sottolinea – è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato”. La tecnologia, aggiunge Bartolommei, interviene anche nella quotidianità del trattamento: “Il concetto è che oggi la tecnologia è davvero uno strumento che ci aiuta su tutti i fronti, non solo in quello terapeutico e clinico. Il gesto stesso dell’apparecchio non è più invasivo: grazie agli allineatori, infatti, non impatta sulla vita quotidiana, è compatibile con la vita sociale e con le attività sportive. Questo ci dà una grande mano, perché sono argomenti particolarmente cari ai nostri pazienti adolescenti. Oltre a questo, abbiamo la possibilità di effettuare un monitoraggio da remoto. La tecnologia ci aiuta attraverso uno strumento che il paziente adolescente ha praticamente sempre in mano: il cellulare. Con gli opportuni strumenti tecnologici siamo in grado di controllare il paziente a distanza. Ogni settimana può inviarci delle scansioni che noi possiamo visualizzare direttamente. In questo modo siamo in grado di rilevare eventuali discrepanze rispetto al piano di cura proposto, contattare il paziente e, se necessario, farlo venire fisicamente in studio. Questo rende tutto molto più interessante, soprattutto per chi, come gli adolescenti, passa gran parte delle proprie giornate con il cellulare”

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