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Riapre la Cattedrale di Ferrara: è il centro della vita di Chiesa e città

Gian Carlo Perego *
Riapre la Cattedrale di Ferrara: è il centro della vita di Chiesa e città

Un luogo per tutti e dove tutti si sentano a casa. Capace di accogliere chiunque a braccia aperte

23 marzo 2024
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Ferrara Finalmente riapre la Cattedrale. La Cattedrale ogni giorno riaprirà le sue porte sulla città, quasi come braccia aperte che accolgono ogni persona, credente e non credente. La Cattedrale ogni giorno veglierà sui lavoratori che alle prime luci scaricano le merci dei supermercati e sugli ultimi studenti che rientreranno nei loro collegi e appartamenti, dopo una serata in piazza o davanti ai locali ai piedi del tempio sacro. La vita ruota attorno alla Cattedrale. Da sempre. Sono passati cinque anni dalla sua chiusura, ma quasi nove secoli dalla sua costruzione. Riapre la cattedrale, ma rimane un cantiere aperto, soprattutto per un secondo lotto di lavori che completi i restauri interni e avvii i restauri della facciata principale e delle facciate laterali, del campanile iniziato da Leon Battista Alberti, inaccessibile dagli ultimi bombardamenti che alla sacrestia hanno sostituito una piazzetta dedicata a San Giovanni Paolo II, a ricordo della sua visita alla nostra città nel 1990.


In questi a cinque anni di chiusura della Cattedrale abbiamo vissuto senza di Lei la stagione pandemica del Covid, dove la morte sembrava aver vinto sulla vita, dove il cimitero sembrava aver preso il posto dell’ospedale, dove abbiamo sperimentato l’incapacità di cura unitamente all’impossibilità di accompagnare i defunti. I lavori nei cantieri sono stati rallentati da una misura – le agevolazioni del 110% - che hanno certamente riaperto i cantieri edilizi, accresciuto il lavoro, ma anche ha generato un’impennata ai prezzi dei materiali e reso difficili i lavori appaltati che, per alcuni cantieri del terremoto, ha significato anche il fallimento di alcune imprese e la fermata dei lavori.

Cosa rappresenta la Cattedrale?

La Cattedrale è la chiesa principale, all’origine di ogni altra chiesa, madre di tutte le chiese parrocchiali. La Cattedrale, infatti, è la chiesa in cui il Vescovo celebra e da cui il Vescovo annuncia il Vangelo, indicando le strade da percorrere per vivere secondo lo stile di Gesù, che è lo stile delle beatitudini evangeliche. La Cattedrale è così chiamata perché in essa è posta “la cattedra”, cioè la sede del Vescovo, segno della paternità e dell’autorità del Vescovo in una Diocesi.

Nella Cattedrale si vive il mistero della Chiesa-comunione. Infatti, la comunione e la fraternità ecclesiale, dono dello Spirito Santo, in forza della presenza del Vescovo, successore degli apostoli, unito al presbiterio e a tutti i ministri, vede nella Cattedrale il primo grande segno. La Cattedrale che si riapre regala uno spazio di silenzio e di preghiera, di ascolto della Parola nel centro della città, in un edificio sacro che non si presenta come un’opera unitaria, ma che è cresciuta nel tempo, nelle diverse stagioni della vita e della storia della città e della Chiesa, assumendone gli stili, i tratti non solo architettonici, ma anche umani.

La Cattedrale è uno scrigno di opere d’arte e di fede, di poesia e di pietà di tutto un popolo credente, che l’ha scelta come casa di Dio e casa del popolo di Dio, al centro di una città.

L’arte nella Cattedrale

La Cattedrale è diventata quella di oggi in quasi 900 anni di storia, dal 1135 - come iscritto nel protiro -fino ad oggi. L’architettura, le sculture, le pitture: tutto nella Cattedrale annuncia la grande realtà di Cristo Salvatore e Redentore. I restauri all’interno, ormai barocco per volontà del cardinale Ruffo, dopo i rifacimenti quattrocenteschi e seicenteschi, hanno regalato dei fregi e dei capitelli, che collegano l’interno alla facciata romanica, ma soprattutto hanno ridato alcuni elementi, tratti dal libro dell’ Apocalisse, che aiutavano i fedeli della città medioevale, ad incamminarsi verso l’altare per celebrare l’Eucaristia, principio e fine della Liturgia: l’altare che fu costruito e consacrato l’8 maggio 1177. Innalzata al centro della nostra città, nel mezzo delle nostre case, dove le persone vivono e s’incontrano, la Cattedrale è l’espressione più concreta di una comunicazione e di una fraternità tra gli uomini, continuo richiamo alla Riconciliazione, alla giustizia e alla solidarietà sociale.

Attorno alla Cattedrale è cresciuta, la cultura, l’Università - dove si è laureato il grande Copernico -, il lavoro, la vita in una parola: piazze e spazi d’incontro, di educazione, ma anche di silenzio, di rispetto: spazi di tutti, non solo di qualcuno. Nel 1385 la Cattedrale ha visto la costruzione del Castello estense, in un tempo di pace dopo la lotta tra potere politico e potere ecclesiale.

La Cattedrale e la città

La Cattedrale è il simbolo della Chiesa che vive tra la gente, esperta di umanità e maestra di verità insieme. Dal pulpito della Cattedrale e dal suo ambone hanno parlato Papi, cardinali, tutti gli Arcivescovi, prelati illustri di Ferrara e di altre città e Paesi, commentando la Parola di Dio, salutando la fine delle guerre o delle epidemie, le Monarchie e la Democrazia: parole sempre di libertà e di liberazione, di condanna delle ingiustizie. Per tanti secoli la Cattedrale è stata anche luogo di asilo, come tutte le chiese: per accogliere il pentimento dei peccatori, ma tutelare dalla morte uomini e donne. Nella città la Cattedrale è anche un invito ad andare oltre, a camminare, a non fermare la vita nel tempo: la Cattedrale dentro la città è uno sguardo all’aldilà, ci ricorda il nostro destino ultimo, anche se sempre solidale con le vicende umane. In questo senso, la Cattedrale è segno di speranza.

Gli occhi della Cattedrale hanno visto la storia, i conflitti, la pace, le sofferenze, le gioie, gli abbandoni. Le orecchie della Cattedrale hanno ascoltato la Parola di Dio e le parole degli uomini hanno sentito le grida di dolore e di gioia dei ferraresi. Desideriamo che la riapertura della Cattedrale sia una festa per tutto il popolo di Dio, che canterà l’Osanna della Domenica delle Palme, prima di prepararsi a vivere il Mistero pasquale, centro dell’Anno liturgico: nelle strutture della Cattedrale è racchiuso – come ricordava San Paolo VI – “il tempio spirituale che interiormente si edifica in ciascuno di noi”. Le pietre della Cattedrale ricordano che ciascuno di noi è chiamato ad essere pietra viva nella Chiesa.

La riapertura della desideriamo che sia anche una festa per la nostra città e per i paesi del territorio che amano questo luogo e lo sentono come familiare: un luogo per tutti e dove tutti si sentano a casa. La Cattedrale riaperta, insieme alle altre chiese del centro storico (San Paolo, Santo Stefano, il Suffragio, San Giuliano, San Carlo) costituisce un tassello fondamentale di un unico itinerario di fede e di arte che renderà il nostro centro storico capace di offrire nuove suggestioni e nuovi spazi per comprendere la bellezza interiore di questa città.

Un grazie a tutti

Grazie a tutti. Grazie per le sollecitazioni, per i contributi di istituzioni e cittadini, che hanno permesso di affrontare spese impreviste nella ristrutturazione. Grazie ai tanti turisti che attraverso la visita alla mostra nei mesi scorsi – oltre 70.000 – ci hanno ricordato il valore storico e artistico di questa nostra cattedrale. Un grazie particolare va a chi a permesso la riapertura della nostra Cattedrale: dal Ministero dei Beni culturali alla Regione, dalle maestranze al Capitolo della Cattedrale, da chi ha contribuito con il proprio lavoro a chi con i propri doni e le offerte: tanti sono stati i protagonisti di questa riapertura. A tutti al mio grazie si aggiunge quello di tutta la Chiesa di Ferrara-Comacchio.

* Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

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