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Darsena Ferrara, il dibattito. «Numeri da record, 340mila presenze in 40 giorni»

Nicolas Stochino
Darsena Ferrara, il dibattito. «Numeri da record, 340mila presenze in 40 giorni»

L’analisi dell’organizzatore Stefano Zobbi: «Trenta esercizi diversi, pubblico eterogeneo e la scommessa di agosto è stata ampiamente ripagata»

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Ferrara Un’estate lunga, intensa e partecipata. Così Stefano Zobbi, titolare della società DodiciEventi, racconta i quaranta giorni che hanno animato la Darsena di Ferrara tra luglio e agosto 2025. Una stagione diversa rispetto al passato, che ha visto un’importante novità: l’ingresso di agosto nel calendario degli appuntamenti. «Abbiamo cominciato il primo di luglio, come da accordi presi lo scorso anno con il Comune e le associazioni di categoria - spiega Zobbi –. Nelle edizioni passate partivamo da metà giugno e chiudevamo a fine luglio. Quest’anno invece abbiamo deciso di lasciare libero giugno e rischiare ad agosto, un periodo che non avevamo mai toccato. Posso dire che il rischio è stato ripagato: soprattutto nei primi dieci giorni di agosto abbiamo registrato il maggior numero di visitatori».

I numeri confermano le sensazioni. La Darsena ha sfiorato le 340mila presenze complessive, considerando sia i posti a sedere messi a disposizione dai locali, sia il pubblico che ha affollato gli spazi per partecipare agli eventi. Un flusso che ha visto protagonista un pubblico eterogeneo: famiglie, adulti e soprattutto tanti giovani. «Siamo molto soddisfatti della risposta dei ragazzi: hanno partecipato con entusiasmo, contribuendo a creare un’atmosfera vivace».

Sul fronte delle attività coinvolte, il ricambio è stato significativo: quasi 30 esercizi diversi tra bar, pub, ristoranti, pizzerie e gelaterie si sono alternati nel corso delle settimane. Tre gli eventi principali portati in Darsena: Rio Latino, Uain e soprattutto Mangiafexpo, l’appuntamento gastronomico da cui tutto ebbe inizio undici anni fa. «Ogni gestore ha scelto liberamente se partecipare a uno, due o a tutti e tre gli eventi. Il risultato è stato un’offerta ampia e variegata, capace di attrarre un pubblico vasto».

Per l’organizzatore, il futuro della Darsena come polo di aggregazione cittadino è ormai consolidato: «Sarebbe bello poter allungare ancora di più la durata degli eventi, in modo da dare spazio a un numero maggiore di ristoratori e garantire un ricambio ancora più ampio. Se la gente si muove in Darsena, io non rischierei di restare in centro. Poi ognuno fa le sue scelte, ma qui la risposta del pubblico è evidente».

La selezione degli operatori rimane un punto centrale: «Riceviamo richieste continuamente, anche a distanza di anni. Con l’esperienza maturata in oltre un decennio di eventi legati al food cerchiamo di costruire un’offerta che soddisfi la più ampia fetta di pubblico possibile».

Resta aperta la questione del bando pubblico per il 2026. «Abbiamo appena chiuso questa edizione e vogliamo prima raccogliere pareri e suggerimenti dai ristoratori per capire cosa migliorare. Vorrei ricordare che tutto è nato con Mangiafexpo, che ho creato undici anni fa senza alcun contributo pubblico. Negli anni abbiamo animato diversi luoghi della città, passando anche per piazza Trento e Trieste. Non tutti gli eventi cittadini hanno un bando per l’organizzazione, basti pensare al Ferrara Buskers Festival. Non vedo perché dovrebbe averlo per forza la Darsena. Detto ciò, siamo aperti al dialogo con l’amministrazione e le associazioni di categoria».

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