Abusi sui bambini dell’asilo nel Ferrarese. I genitori: «Personale inaffidabile»
Negli atti d’indagine emergono comportamenti inadeguati e talvolta violenti. «In quella scuola mancavano le competenze oltre alla vigilanza delle educatrici»
Unione Valli e Delizie Sono passati otto mesi dall’ordine di carcerazione del 22enne accusato, poi condannato, per violenza sessuale a danni di minore. Ne abbiamo parlato nell’edizione di ieri, dopo aver visionato insieme alle famiglie i filmati degli abusi subiti dai piccoli all’interno di un asilo nel territorio dell’Unione Valli e Delizie in provincia di Ferrara.
Immagini difficili da guardare e da metabolizzare perfino per chi, come noi, non è coinvolto in prima persona. Non solo abusi e molestie sessuali da parte del giovane, perché dai video emergono anche comportamenti dubbi, sempre a danno di minori, da parte delle maestre o presunte tali. «Molte delle figure che si occupavano dei bambini non erano abilitate alla figura di educatrici – denunciano i genitori dei piccoli –: nella scuola c’è un’unica maestra di ruolo che spesso non era presente. Chi badava ai bambini erano invece educatrici non laureate e non avente titolo per insegnare, figure appartenenti al servizio civile e un aiuto cuoca. E la scuola rimaneva aperta quando lei era assente, ma per legge non si può».
Il quadro che emerge è preoccupante: «Autogestione completa da parte dei piccoli, giochi violenti, classe separata in gruppi e nessuna attività didattica. Una ricreazione continua», l’ha definita un legale che segue una delle famiglie coinvolte, con «un rapporto insegnante-iscritti di 1 a 33 quando nelle scuole paritarie dovrebbe essere di 1 a 25» fanno presente le famiglie.
E poi ci sono i filmati… in alcune delle riprese si vedrebbero le maestre in atteggiamenti che lasciano quantomeno perplessi, già viste in inchieste analoghe, sulle quali poi spetterà eventualmente alla magistratura decidere se procedere o meno. «Parliamo di spintoni, umiliazioni in caso di punizione, anche ai danni di quei bimbi con disabilità accertate, baci sulla bocca, pure ceffoni» riferiscono i genitori davanti ai video che inquadrano le aule dell’asilo. Ci sono poi delle foto – tra quelle 3000 ritrovate all’interno dei cellulari del ragazzo –, che ritraggono le stesse insegnanti alla festa di compleanno di una delle alunne puntarsi addosso il coltello destinato al taglio della torta: la maestra è in piedi sulla sedia alle spalle della collega e con facce buffe simula un accoltellamento. «È questo che veniva insegnato ai nostri figli, questi i giochi e le attività che si facevano all’interno della struttura?». Domande di quegli adulti che non sapevano, mamme e papà, che cercano risposta.
Le immagini sono al vaglio degli inquirenti e starà a loro accertare i fatti e le responsabilità di queste figure. Quello che è certo è che le famiglie riferiscono grande sofferenza e danni psicologici recati ai bimbi tanto che alcuni si sono visti costretti ad affrontare un percorso psicologico, oltre a quello legale. Non tutte le famiglie però possono permetterselo e la domanda che sorge spontanea a tutte è se effettivamente verranno aiutate, se verranno attivati dei percorsi e come il Comune intenderà supportarle.
«Ci chiediamo come sia possibile che queste figure continuino a lavorare dentro quell’asilo - affermano i familiari -, possibile che nessuno si sia accorto che a guardare i bambini fosse un aiuto cuoca? Che nessuno dicesse niente quando i bambini si picchiavano o ferivano tra loro? Le “maestre” non erano assolutamente abilitate all’insegnamento eppure si permettevano di picchiare, punire e baciare in bocca i nostri figli. Addirittura li portavano in bagno a cambiarsi senza pulirli anche se ogni settimana ci chiedevano il rifornimento di salviette umide». Intanto l’asilo ha attivato una nuova sezione per il prossimo anno scolastico: quella dedicata ai bambini dai 0 a 2 anni.
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