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Dopo il rogo

Ferrara, Grattacielo inagibile: una cinquantina di persone salve grazie a Viale K

Ferrara, Grattacielo inagibile: una cinquantina di persone salve grazie a Viale K

Sgomberato il Palapalestre, sfollati della Torre B accolti dall’associazione di Domenico Bedin

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Ferrara Come da programma, il Palapalestre – utilizzato nell’ultima settimana come centro di accoglienza dopo l’evacuazione della Torre B del Grattacielo – è stato liberato. Le persone che vi alloggiavano e che non sono ancora riuscite a trovare una soluzione alternativa in questa fase di emergenza saranno supportate dall’associazione Viale K di Ferrara.

Provvidenziale l’intervento di Domenico Bedin, che ha messo a disposizione i propri spazi per garantire un tetto a circa cinquanta persone: gli uomini verranno accolti negli ambienti dell’associazione Cittadini del Mondo, mentre le donne saranno trasferite in un’altra struttura di viale Po. La Protezione civile ha inoltre comunicato che fornirà all’associazione le brandine utilizzate al Palapalestre.

Nel frattempo, a pochi passi dall’impianto sportivo, si è tenuto un presidio pacifico per sottolineare come lo sgombero “rappresenti una grave ingiustizia”. È trascorsa appena una settimana dal rogo di domenica 11 gennaio, che ha reso temporaneamente inagibile l’edificio. In questi giorni gli abitanti, insieme a vigili del fuoco e Protezione civile, hanno potuto accedere agli appartamenti per recuperare i beni personali.

Sono circa duecento le persone rimaste senza casa: la maggior parte ha trovato una sistemazione alternativa, ma per una cinquantina il futuro resta incerto. Al momento non è possibile sapere per quanto tempo Bedin potrà ospitare gli sfollati; una cosa però è certa: almeno per questa notte, un tetto sarà garantito.