Mercato del lunedì a Ferrara, i cittadini bocciano l’Acquedotto: qual è la loro proposta
La possibilità di avere il mercato del lunedì nella zona dell’Acquedotto non piace troppo ai ferraresi. Dopo il trasferimento da piazza Travaglio si fa strada un’idea
Ferrara Sul destino del mercato del lunedì c’è solo incertezza, oltre al grande malcontento dei commercianti. Gli operatori ambulanti stanno rispondendo in modo compatto alle disposizioni dell’amministrazione, che vorrebbe spostare la sede da piazza Travaglio all’Acquedotto. Proprio l’altro ieri, nella piazza XXIV Maggio in cui un tempo sorgeva Castel Tedaldo, i venditori erano stati chiamati all’assegnazione dei posteggi. Ma soltanto in sei hanno aderito allo spostamento e scelto la propria piazzola. Una soluzione alternativa va trovata, anche in fretta: ne vale della sopravvivenza di un mercato storico per la nostra città.
Per questo è stata sentita l’opinione dei cittadini di Ferrara, allo scopo di individuare i punti deboli e quelli a favore di tale presunta nuova sistemazione e, magari, ascoltare delle ipotesi di soluzioni alternative che possano accontentare tutti: commercianti, clienti e Comune.
Le voci dei cittadini
Al signor Stefano bastano poche parole: «Ogni tanto frequento il mercato. Penso che sarebbe meglio se rimanesse qua: siamo abituati a vederlo in piazza Travaglio e ci sono legato. In genere acquisto magliette, intimo e ho il mio commerciante di fiducia». Leonardo è molto informato su questa delicata situazione; d’altronde, sua moglie frequenta assiduamente il mercato. «Direi che l’Acquedotto non è una zona ideale – afferma convinto il ferrarese –. Ho visto altri mercati là: il posto è stretto, la gente è tutta ammassata. In più, penso che il mercato nel centro faccia anche un servizio per i negozi: la gente, girando qua, passa anche per le attività fisse. È chiaro che ai negozianti che sono in Acquedotto vada bene, perché là di gente ne gira poca. Ma, secondo me, la sede va tenuta qua: ritengo che, quando ci sono lavori da fare (come è stato fatto ancora), il mercato debba stare in piazzale Kennedy. Si prende un pezzetto di parcheggio e i commercianti, come in passato, sono contenti. L’Acquedotto è un po’ troppo fuori dal centro della città». Sull’attività della moglie da cliente affezionata: «Mia moglie ha un paio di baracchini in cui va sempre a vedere se c’è qualcosa; acquista prevalentemente vestiti e pantaloni».
Rita e Catia erano colleghe proprio in Municipio. «Per quanto mi riguarda – dice Rita –, io vado in giro in bicicletta e potrei arrivare anche all’Acquedotto, però non lavoro più». Catia invece ha alcune problematiche legate agli orari di lavoro e alla mobilità e afferma chiaramente che non riuscirebbe ad arrivare fino a quel punto, aggiungendo che lì «perderebbe tutta la sua storicità». Rita è in pensione da un anno e un giro per il mercato lo fa sempre volentieri, acquistando spesso capi d’abbigliamento o qualche articolo per la casa. Un’altra signora, anch’essa di nome Rita, non frequenta il mercato del lunedì ma afferma che «questa è una tradizione: è un peccato toglierlo da piazza Travaglio. È vero, io lo frequento poco ma penso che non sia una bella cosa per i nostri concittadini spostarlo all’Acquedotto». Anche Loretta e Guido ammettono di non andare quasi mai al mercato. «Difficilmente ci capitiamo perché non vediamo la convenienza – specifica Guido –. La scelta della posizione può risultare conveniente o meno, e ciò dipende da dove uno abita».
«I ferraresi sono stati abituati ad avere il mercato in piazza Travaglio credo dalla fine dell’Ottocento – spiega la signora Angela –. Il cittadino è legato storicamente a quella zona. Non è male neanche l’Acquedotto: il giovedì fanno un mercatino degli alimentari. Tuttavia, lo spazio attorno a piazza Travaglio è superiore rispetto a quello dell’Acquedotto: espandersi sulle vie non sarà facile. Anni fa frequentavo di più il mercato perché vi acquistavo vestiario, poi la qualità è calata (come nei negozi) ed è ormai da tempo che giro senza comprare. L’ultima volta che ho acquistato del cibo, frutta e verdura, ho pagato molto caro».
La testimonianza indiretta di una commerciante
«Io ieri ho parlato con un’amica che ha una bancarella al mercato – riporta Rita, la dipendente comunale in pensione –: è andata alla riunione con l’amministrazione e dice che il mercato, essendo 139 bancarelle, non sarà distribuito soltanto nell’anello ma anche in tutte le strade laterali. Secondo lei questa soluzione diventa dispersiva e, a parere dei commercianti, sarebbe molto più opportuno che si facesse una replica del mercato del venerdì (in centro) anche il lunedì. Per i venditori, l’amministrazione non tiene abbastanza conto delle loro esigenze. Si sentono trascurati».
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