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Le dichiarazioni

Fabbri sul Grattacielo da liberare: «È inagibile, nessuna emergenza. Una scelta necessaria»

Fabbri sul Grattacielo da liberare: «È inagibile, nessuna emergenza. Una scelta necessaria»

Il sindaco di Ferrara sulle ordinanze che prevedono lo sgombero delle Torri A e C dopo che era stata già dichiarata l’inagibilità della Torre B a seguito dell’incendio dell’11 gennaio

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Ferrara Sono 212 le persone della Torre A e 50 circa quelle della Torre C che dovranno impacchettare i loro beni e lasciare casa. Questo dispongono le ordinanze firmate dal sindaco per lo sgombero dei due fabbricati del Grattacielo «con efficacia immediata». «Non è un’emergenza a differenza di quella che è stata per la Torre B – sentenzia Alan Fabbri dal Municipio – ma un’ordinanza di inagibilità come per tante altre situazioni che ho gestito». In questo caso sono le norme antincendio a non essere state rispettate. Ci saranno quindi dei lavori, da svolgere «entro e non oltre 30 giorni» dispone l’ordinanza, anche se «difficilmente potranno essere completati in quel lasso di tempo. Siamo tra gli 800mila e un milione di euro di interventi per ciascuna torre», puntualizza il sindaco. Un passaggio anche sui cittadini più fragili: «Qualora ce ne fosse bisogno, i servizi sociali del Comune saranno a disposizione per aiutarli nella ricerca di una soluzione abitativa».

Le dichiarazioni

«Questa decisione è un atto di responsabilità che, in passato, nessuno ha avuto il coraggio di assumersi. Quella avvenuta l’11 gennaio è stata a tutti gli effetti una mancata tragedia: comprendo le difficoltà a cui andranno incontro i condòmini, ma intervenire subito è doveroso per tutelare la loro sicurezza. Da sindaco, ho firmato moltissime ordinanze di inagibilità, non per calamità naturali. Le persone coinvolte hanno dovuto provvedere da sole, in quanto privati. Da amministratore non posso permettermi disparità di trattamento tra cittadini. Il Comune sta facendo la sua parte. Rimangono però gravi inadempienze sedimentate negli anni da parte di chi, privato, doveva garantire sicurezza per sé e per gli altri al Grattacielo», sono le parole di Fabbri. 

«Per anni – prosegue il sindaco – il condominio ha avuto tutto il tempo per adeguarsi alle normative, ma questo purtroppo non è avvenuto, nonostante i richiami delle istituzioni. Le morosità accumulate e i lavori necessari per l’adeguamento degli impianti ammontano a milioni di euro e difficilmente potranno essere risolti nei 30 giorni previsti dall’ordinanza. Né il Comune può farsene carico, perché si tratta, è il caso di ribadirlo, di un condominio privato».

«Un futuro per il Grattacielo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, non c’è. Questa scelta, seppur difficile, è necessaria, e segna l’avvio di una fase nuova: non solo la gestione di un’emergenza, ma l’apertura di un nuovo percorso di rigenerazione urbana e sociale per immaginare e costruire un futuro diverso per quest’area della città. Un percorso che dev’essere affrontato con visione di lungo periodo, responsabilità e lungimiranza, mettendo al centro la sicurezza, la dignità dell’abitare e la qualità urbana».