Gli sfollati del Grattacielo dal prefetto di Ferrara: «Continuità residenziale a rischio»
Gli evacuati scioccati dopo il Consiglio: «Dalla Giunta un muro». Ritrovo con l’opposizione da Cittadini del Mondo. Martedì prossimo il presidio
Ferrara I timori e la preoccupazione su un futuro sempre più incerto si trascinano faticosamente tra gli animi di chi è rimasto senza casa, tanto più dopo «essersi trovato con nessun aiuto da parte dell’amministrazione, come appreso dopo sei ore di Consiglio comunale». Alla seduta di lunedì scorso incentrata sull’emergenza Grattacielo – per chi la considera ancora tale – hanno preso parte anche gli evacuati delle torri: «Alcuni sono rimasti scioccati dal muro completo che ha messo la giunta, per questo hanno richiesto di parlare con i consiglieri dell’opposizione».
Carola Peverati del direttivo di Cittadini del Mondo fa da portavoce e proprio nei locali di via Mura di Porta Po, di proprietà di Viale K e dove sono ospitati sia l’associazione sia gli sfollati, si è svolto l’incontro coi rappresentanti delle minoranze. Una parentesi nell’instabilità del momento per parlare di prospettive e soprattutto di come muoversi concretamente. È infatti partita una Pec all’indirizzo del prefetto e così martedì prossimo alle 18 si terrà un presidio davanti a palazzo Giulio d’Este e una delegazione sarà ricevuta da Marchesiello. Oltre ad un aggiornamento sulla situazione degli evacuati («che immaginiamo conosca bene», ammette Peverati) verranno presentate richieste a livello amministrativo. Senza casa, infatti, scricchiola il requisito di continuità di residenza, «a cui sono collegati direttamente il permesso di soggiorno e il ricongiungimento familiare, che quindi verrebbero meno – spiegano da Cittadini del Mondo –. Anche fare la patente diventerebbe un problema». Buchi che verrebbero a crearsi poiché «il Comune non ha dichiarato la fase emergenziale – il Grattacielo è stato sgomberato a seguito di ordinanze che dichiarano l’inagibilità, in particolare per mancati adeguamenti alle norme antincendio; ndr –, per questo vorremmo parlare con il Prefetto, che può farsene carico. Contando poi che dopo l’evacuazione delle tre torri il disagio è destinato a moltiplicarsi». Ma è chiaro che «chi viene da fuori non può avere gli stessi legami e la stessa rete sociale di coloro che sono nati in Italia, a Ferrara», prosegue Peverati. Rende l’idea il fatto che molti sfollati della Torre B, dopo l’incendio, sono stati ospitati da amici e parenti della Torre A, che a loro volta adesso devono trovare una soluzione abitativa alternativa.
In Mura di Porta Po trovano riparo 39 persone, «ma anche gli altri, ospitati da amici o parenti, non riusciranno a reggere a lungo perché molte sono situazioni precarie». Questo dopo che «qualcuno ha già pagato varie mensilità dell’affitto e non sa se le riavrà indietro, altri sono legati fino al 2028 – insistono dall’associazione –. C’è anche chi da due anni aveva comprato casa qui per disperazione siccome non trovava altro posto. Ora sono rimasti senza e anche sorpresi dal fatto che vi fossero delle difformità che a loro non erano state comunicate». Dall’altra parte «alcuni proprietari avevano messo a norma gli spazi comuni. Perché allora sono stati interdetti anche questi?», si chiedono da Cittadini del Mondo, dove viene percepita «una completa chiusura e la volontà da parte dell’amministrazione di allontanare certi stranieri, i quali a loro volta non riescono a trovare casa nonostante contratti di lavoro regolari e significativi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA