Ferrara, le reazioni dei consiglieri Pd: «Una presa in giro». M5s: «Brutto metodo»
Rendine (Civ. Fabbri): «È bene che l’opposizione sappia»
Ferrara Non sono tardate le reazioni, anche veementi, da parte dell’opposizione consiliare rispetto a quanto accaduto nel Consiglio di ieri. Un "coup de theatre", quello del sindaco Alan Fabbri, che ha lasciato esterrefatti molti di coloro che sedevano ai banchi consiliari. È innanzitutto amara sorpresa infatti quella che traspare dalla capogruppo del Partito democratico Anna Chiappini a margine del consesso: «La nostra aspettativa era quella di poter discutere, come si pensa ragionevolmente possa accadere in un Consiglio comunale. Ci siamo invece ritrovati di fronte a un documento striminzito letto con sciatteria il quale sembrava più una presa in giro che altro». «Ciò ha denotato - argomenta Chiappini - anche poco rispetto nei confronti delle persone che hanno misurato il tasso alcolemico quando è stato detto che non era indicativo. Poi è stato consegnato questo foglio». Si entra poi nel cuore della vicenda, anche con aggettivi pesanti: «Mai avremmo immaginato che sarebbe stata una sorta di minaccia. Si è trattato un "te la faccio pagare mettendoti sulla pubblica piazza". A quel punto non aveva veramente più senso parlare di un’informativa in assenza dell’interessato e dopo un atteggiamento così. Per questo abbiamo annunciato la nostra decisione ovvero che avremmo lasciato i banchi del Consiglio».
A farle eco è il consigliere dem Massimo Buriani: «A Ferrara non c’è la consapevolezza del fatto che, dopo l’incidente, ci hanno preso in giro in tutta Italia». Anche in questo caso non si va per il sottile: «Ci saremmo almeno aspettati le scuse ai familiari delle vittime di incidenti stradali, ma addirittura fa arrivare una di messaggio molto pericoloso. Ci eravamo anche posti il dubbio se proseguire nel richiedere le dimissioni in caso di scuse e di promozione di iniziative legate alla sicurezza stradale provenienti dal sindaco stesso. Di fronte a questo gesto non c’è invece davvero nulla che tenga». La capogruppo del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi parla di «una grande codardia, la cosa è estremamente grave. L’atteggiamento derivato dal rispondere solamente al question time credo sia un sintomo di grande paura relativa a come possono proseguire sviluppi ulteriori sulla vicenda». Marchi rincara poi la dose: «La modalità del sindaco è stata a dir poco sfuggente e sembra surreale affermare che l’ebrezza non c’entra anche per rispetto delle forze di polizia, senza poi fornire altre alternative o giustificazioni al fatto. Come Movimento rileviamo come l’utilizzo contro una parte politica di quella lettera sia un depistaggio ed un metodo davvero infamante legato a "scheletri nell’armadio"».
Arriva anche in questo caso la stoccata al sindaco Fabbri con termini inequivocabili: «È un brutto metodo ed anche una maniera per far deragliare l’attenzione sul tema che si stava affrontando. Si tratta di una strategia comunicativa studiata a tavolino». Marchi infine puntualizza: «Credo ci siamo fidati troppo della gestione del presidente del Consiglio comunale come del resto rappresenta questo fatto di chiudere i lavori senza discutere l’informativa. È stato fatto anche un tentativo di "cassare" il mio question time sulla vicenda in origine ma d’altro canto, come opposizione, siamo caduti nella trappola dell’unire questo e la mozione firmata solo dalla Civica Anselmo riguardante le dimissioni del sindaco». Dalla sponda opposta dell’aula consiliare ferrarese, arriva anche il commento del capogruppo della Civica Fabbri, Francesco Rendine: «Dare comunicazione apparse sulla stampa a tutti i consiglieri penso sia dovere di tutta l’amministrazione. È bene che tutta l’opposizione sappia certe cose dato che troppo parla senza cognizione di causa». «A loro dunque - conclude Rendine - si fornisce conoscenza perché possano avere tutti gli elementi quando si parla di determinati argomenti, è il loro gioco delle parti creare "can can mediatico"».
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