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L’editoriale

Quando si supera il limite

Davide Berti
Quando si supera il limite

Il fondo del direttore de la Nuova Ferrara a proposito di quanto avvenuto durante il Consiglio comunale del 27 maggio a Ferrara

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La seduta era iniziata per parlare del superamento del limite consentito relativo al tasso alcolemico di chi si trova alla guida ed è finita per superamento del limite consentito tra chi ricopre ruolo di amministratore pubblico. Non è un limite fisicamente misurabile quello in questione, ma comprenderlo è un tratto umano irrinunciabile per chi guida una comunità. Passi che un sindaco non proferisca parola su cosa significhi mettersi alla guida quando si diventa un pericolo per se stessi e per gli altri. Glielo avevamo chiesto, ha preferito non farlo. Liberissimo, avrà altre priorità.

Ieri (27 maggio) ne ha evidentemente manifestata una: usare pubblicamente la vita privata del figlio di un collega consigliere comunale e suo storico diretto avversario per fargli capire cosa significhi essere al centro della vita pubblica con vicende personali. Un foglio, una vicenda dolorosa, poi un post su Facebook dove le giustificazioni suonano come vendetta. Perché tirare in ballo i figli? Perché farlo sapendo che sono il punto emotivamente più debole di un uomo quando questi sono in difficoltà? È uno dei punti più bassi della storia amministrativa ferrarese in questi 80 anni di vita della Repubblica. Se fosse solo una questione politica, si potrebbero chiedere le attenuanti. Qui c’è la responsabilità di chi amministra, che è una responsabilità alta. Quando nella Costituzione si parla di etica pubblica e responsabilità politica e morale degli amministratori si pensava certamente a qualcosa di molto lontano da quanto accaduto ieri in Consiglio comunale. La città ne esce con una ferita profonda, perché il sindaco è il sindaco di tutti.

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