Ferrara, la stoccata di Bertelli: «Soffritti non avrebbe mai abbandonato gli sfollati del Grattacielo»
Al funerale del Duca Rosso, l’affondo dell’ex assessore e sottosegretario: «Fabbri riapra quel capitolo su Ferrara»
Ferrara Quando tutto sembrava indirizzato verso un finale all’insegna del “volemose bene”, con il sindaco Alan Fabbri che ribadiva al Pd il concetto già espresso di voler dedicare un luogo alla memoria di Roberto Soffritti, come richiesto dai consiglieri dell’opposizione, quasi in coda alla cerimonia funebre è arrivato un affondo da Alfredo Bertelli al termine del suo intervento a ricordo dell’ex sindaco, scomparso lo scorso 8 giugno.
Bertelli, amministratore politico di lungo corso, è stato nel decennio 1985-1995 per due consiliature braccio destro di Soffritti in qualità di assessore ai lavori pubblici e, negli anni Duemila, il principale collaboratore nelle giunte del presidente Vasco Errani in Regione, con un ruolo strategico nella ricostruzione post sisma in Emilia. «Ho visto il post del sindaco Fabbri – ha detto Bertelli mentre nel frattempo il primo cittadino era già uscito da qualche minuto dall’Aula del commiato –, ho apprezzato ma volevo aprire un capitolo su Ferrara. Soffritti non avrebbe mai abbandonato le 500 persone sfollate dal Grattacielo. Non si tratta di una questione privata, ma di una problematica che riguarda la città».
In precedenza Bertelli aveva snocciolato i dati di quel positivo decennio nel quale la disoccupazione in provincia di Ferrara era scesa dal 18% al 7%. «Soffritti – ha sottolineato Bertelli – ha capito che era inutile insistere a fare a gare con i capoluoghi emiliani sul settore produttivo, ma era convinto invece che la cosa positiva per Ferrara fosse utilizzare la leva dei beni culturali, portandoli all’8% del bilancio comunale».
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