La Nuova Ferrara

Ferrara

L’intervista

Carcere di Ferrara, il senatore Balboni guarda al 2027: maggiore organico e nuove strutture

Andrea Mainardi
Carcere di Ferrara, il senatore Balboni guarda al 2027: maggiore organico e nuove strutture

Il sottosegretario: «Stiamo concludendo il piano straordinario delle assunzioni»

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Dell’emergenza carceri si sta occupando in queste settimane anche il senatore Alberto Balboni, da poco più di un paio di mesi anche sottosegretario alla Giustizia. E durante questo difficile compito un miglioramento delle condizioni del carcere ferrarese è in cima alla sua agenda. «Innanzitutto – racconta Balboni – faccio i complimenti agli agenti di Polizia penitenziaria che hanno gestito i disordini evitando conseguenze ben peggiori. Sul prossimo Piano carceri il Governo ha le idee chiare. Stiamo concludendo il piano straordinario delle assunzioni e in particolare a Ferrara, i nuovi arrivi di settembre e gennaio 2027 permetteranno quasi di completare l’organico del personale».

Una situazione che si è sbloccata dopo anni di immobilismo: «Abbiamo ereditato – prosegue il sottosegretario ferrarese – questi “buchi” dai Governi precedenti con un turnover che è stato fermo per più di 10 anni. In questo modo l’età media degli agenti è alta, molti vanno in pensione e non è semplice compensare con nuovi arrivi. Infatti attualmente le scuole di addestramento sono piene e nessun altro dei recenti governi ha rinforzato gli organici più di noi. Stiamo facendo il massimo possibile e servirà qualche mese per poter effettivamente apprezzare quest’inversione di tendenza strutturale».

Il carcere dell’Arginone sarà potenziato anche dal punto di vista logistico: «Ferrara è ampiamente coinvolta anche nel piano di edilizia carceraria del Governo, il quale permetterà di avere 10.800 posti nuovi in totale. Per quanto riguarda la casa circondariale estense sarà costruito un nuovo padiglione, nel giro di un anno circa, che prenderà il posto dell’attuale campo da calcio. Campo che verrà a sua volta spostato e ricavato nuovamente in un altro terreno adiacente. In questo modo avremo sanato il problema del sovraffollamento ma non solo, sarà probabilmente disponibile anche qualche posto in eccedenza rispetto a quelli attuali. Durante questo processo avrò un occhio di riguardo per Ferrara, non si parla certo di favoritismi ma del gestire una situazione complessa ereditata dal passato».

Affrontare il sovraffollamento è possibile: «Abbiamo due disegni di legge in programma. Il primo riguarda tutti quei detenuti, non pericolosi, che hanno una dipendenza e che vorranno scontare la pena in strutture esterne ed accreditate, impegnandosi in un percorso di disintossicazione che li possa anche introdurre al mercato del lavoro. Il tutto sarà stabilito attraverso una graduatoria. Il secondo ddl riguarda quei detenuti che potrebbero scontare la pena in affidamento oppure ai servizi domiciliari ma non sono in grado di farlo perché, semplicemente, non hanno una casa dove andare. Attiveremo dunque una convenzione nella quale le Regioni individueranno strutture idonee nelle quali ospitare queste persone. Anche in questo caso non resterebbero certo in poltrona ma andrà individuato per loro uno sviluppo dal punto di vista lavorativo». Se questi decreti dovessero andare in porto, si stima che qualche migliaio di posti potrebbe liberarsi nelle carceri.

«Il lavoro – conclude Balboni – è importantissimo infatti i detenuti che hanno imparato un mestiere hanno un tasso di recidiva bassissimo, intorno al 4%». A detenuti e polizia penitenziaria non resta quindi che attendere e sperare. Un futuro migliore è possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google