La Nuova Ferrara

Dopo l’incidente

Mano amputata dopo lo scoppio del petardo a Pieve di Cento, è giallo: aperta un’indagine

Annarita Bova
Mano amputata dopo lo scoppio del petardo a Pieve di Cento, è giallo: aperta un’indagine

L’appello del sindaco e dei carabinieri dopo che un 15enne è rimasto gravemente ferito per un botto: ora si cercano testimoni

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Pieve di Cento «In questo momento non si può fare altro che restare in silenzio ed attendere notizie. I carabinieri hanno aperto le indagini e intanto aspettiamo notizie sulle condizioni del ragazzo». Queste le parole del sindaco di Pieve di Cento, Luca Borsari. Resta riservata la prognosi del quindicenne ferito in maniera molto grave dallo scoppio di un petardo nella mattinata di giovedì. Nell’esplosione il ragazzino ha perso la mano destra, ha riportato ustioni alla coscia, ferite in visto all’altezza delle labbra e la frattura della mandibola.

Cure e indagini

Portato con l’elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna, è stato immediatamente sottoposto ad intervento chirurgico ma purtroppo per l’estremità dell’arto non c’è stato nulla da fare, l’amputazione è avvenuta durante lo scoppio. Una deflagrazione improvvisa e violenta. Troppo violenta. Ed è per questo che le forze dell’ordine stanno cercando ogni singolo elemento utile per capire bene cosa sia successo. Perché a quanto pare quello che ha preso in mano e cercato di accedere il quindicenne non sarebbe un “normale” petardo, che si trova facilmente in commercio. Da capire dunque se lo abbia trovato in strada (e in questo caso chi lo abbia lanciato), oppure dove e da chi lo abbia acquistato. I testimoni hanno visto il ragazzo chinarsi e raccogliere il botto, nessuno al momento sa dire con certezza se fosse stato lui stesso a lanciarlo qualche secondo prima oppure se lo abbia appunto trovato. Fatto sta che si trattava di un petardo inesploso e quindi ancora più pericolo e subdolo.

L’appello

«È noto il drammatico incidente accaduto ieri (giovedì, ndr) a Pieve che purtroppo ha molto gravemente ferito un nostro giovanissimo concittadino - si legge sulla pagina del Comune -. Innanzitutto ribadiamo e rinnoviamo anche da qui il sentimento di vicinanza e affetto verso il ragazzo e la sua famiglia in questo momento così difficile. Inoltre con questo messaggio raccogliamo la richiesta espressamente rivoltaci dai nostri carabinieri che stanno indagando sulla esatta dinamica». Ecco l’appello dei militari: «Per fare completa luce sulla provenienza del fuoco di artificio e sulle cause di un simile episodio che ha coinvolto ragazzi così giovani, invitiamo chiunque abbia visto o vedrà movimenti o particolari che possano essere di aiuto nelle indagine a riferirli recandosi nella stazione di Pieve di Cento in via Risorgimento oppure chiamando il 112 e chiedendo di poter parlare con il comandante della stazione, maresciallo maggiore Alessandro Cappa». «Ogni contributo per fare chiarezza sull'accaduto è prezioso, tanto per il lavoro delle forze dell'ordine quanto per la nostra comunità», ha concluso il sindaco Borsari.

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