Ferrara, non idoneo a Unife: la Sapienza lo assume come ricercatore
Bocciato dall’Ateneo ferrarese, il medico Antonio Pesce ottiene ora un incarico all’università della Capitale
Ferrara L’Università di Ferrara lo ha dichiarato non idoneo. La Sapienza di Roma lo ha assunto come ricercatore. Mentre restano aperti gli esposti in Procura e il contenzioso davanti al Tar sul contestato concorso, Antonio Pesce incassa una significativa rivincita professionale.
Il medico chirurgo, escluso dalla carriera accademica nella seconda procedura bandita dall’Ateneo estense, è stato infatti chiamato dall’Università La Sapienza di Roma come ricercatore a tempo determinato in tenure track, lo stesso profilo universitario per il quale aveva concorso a Ferrara e che è il passo iniziale per la carriera da docente universitario.
Da Ferrara a Roma
A certificarlo è una determinazione dell’Ausl che gli concede l’aspettativa per assumere il nuovo incarico dal 1° settembre. Da quella data Pesce non opererà più all’ospedale del Delta di Lagosanto, ma oltre al lavoro di ricercatore nella Capitale svolgerà la professione medica in convenzione al Policlinico universitario Umberto I° di Roma, che come dimensione superficiale è il più grande ospedale d’Europa e uno dei maggiori d’Italia per quanto riguarda la capienza.
Per tutta la durata dell’incarico da ricercatore alla Sapienza, come previsto nel contratto del comparto, Pesce manterrà il posto di dirigente medico di chirurgia generale nell’organico dell’Ausl di Ferrara, senza però diritto a percepire lo stipendio o gli avanzamenti di anzianità.
Il riassunto della vicenda
Si tratta dell’ultimo capitolo in ordine di tempo di una vicenda che negli ultimi mesi ha assunto una rilevanza ben oltre i confini locali.
Tutto nasce dal concorso per un posto da ricercatore in Chirurgia generale all’Università di Ferrara. In una prima fase Pesce si era classificato secondo, ma la procedura era stata successivamente annullata dal Tar dopo che il vincitore era stato ritenuto privo di uno dei requisiti richiesti per la partecipazione.
Era emerso, tra l’altro, che il vincitore iniziale aveva avuto (e ha) importanti rapporti di collaborazione con uno dei componenti della commissione. Anziché procedere allo scorrimento della graduatoria, l’Ateneo aveva riattivato la selezione. Nella seconda procedura il medico era però stato dichiarato non idoneo dalla nuova commissione giudicatrice, ricomposta dopo che i primi commissari si erano dimessi in sequenza.
Da quel momento sono seguiti ricorsi, esposti, richieste di accesso agli atti e una lunga serie di polemiche che hanno portato il caso prima sulle pagine della cronaca locale e poi alla ribalta nazionale.
Mi Manda RaiTre
La vicenda è finita anche al centro di un servizio di Mi Manda RaiTre, nel quale il professor Savino Occhionorelli, componente della seconda commissione, aveva rilasciato dichiarazioni destinate a suscitare un forte clamore. Successivamente sono arrivati esposti alla Procura, interrogazioni parlamentari e, nei giorni scorsi, la notizia della sospensione disciplinare disposta dall’Università nei confronti dello stesso docente.
L’Università di Ferrara ha sempre difeso la correttezza del proprio operato, sostenendo che la legittimità della procedura dovrà essere valutata nelle sedi competenti. Restano infatti aperti sia il fronte amministrativo, con il giudizio davanti al Tar sull’esito finale del concorso, sia quello degli esposti all’attenzione della Procura.
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