Vincere, empatia e marchio. Le priorità dell’Ars et Labor per il 2026
Tanti progetti ma soprattutto un’identità spallina da meritare e continuare a tramandare. E qualche mossa di mercato in vista…
Ferrara La scollinata al 2026 è avvenuta. L’arrivo del nuovo anno è anche stato festeggiato in maniera aggregata da alcuni calciatori biancazzurri, che via social hanno brindato con i loro legami più stretti dalle parti di Ferrara, ma non solo. Una serata certamente piacevole, incastonata tra la ripresa dei lavori (vedi il test amichevole contro l’Adriese) e la seconda parte del periodo festivo, che porterà all’impegno dell’Epifania a Forlì contro la Fratta Terme. Fuochi d’artificio, sorrisi, ma anche l’imprescindibile lavoro di campo, che da oggi riprenderà a pieno regime, per raggiungere il primo dei diversi obiettivi che l’Ars et Labor dovrà porsi in questo nuovo anno.
Vincere
Al di sopra di ogni cosa c’è il target dei target. Prevalere sul Mezzolara nel duello che andrà a promuovere direttamente in serie D la realtà emiliano romagnola del girone B. Gli estensi sono in procinto di approcciare il girone di ritorno con due fastidiosi punti di ritardo sugli avversari bolognesi. Per avere la meglio, dunque, bisognerà innalzare il livello del gioco, dell’organizzazione e dimostrare sin dal principio la giusta quantità di “fame”, per evitare di lasciare altri punti per strada, soprattutto in trasferta. Vedremo se nei prossimi giorni il diesse Sandro Federico e i procuratori consulenti del club opereranno mosse di mercato, oltre alla certa e annunciata uscita di Gaetani. Sarà importante presentarsi pronti in tutti i sensi al lungo rush del ritorno, perché vincere è davvero l’unica cosa che conta. Non farlo, significherebbe aver fallito. Senza sé e senza ma, sebbene poi le prove d’appello, in chiave playoff e Coppa Italia di categoria, potrebbero non mancare.
Empatia
Come sempre accade nel calcio, sono proprio le vittorie a creare quel senso di positività attorno a un progetto sportivo. Dalle mosse di un club (nuovo) si percepiscono immediatamente le ambizioni e la voglia (o meno) di scrivere un pezzo di storia virtuosa. La neonata Ars et Labor, complice in particolar modo la distanza della proprietà argentina e una conseguente comunicazione pressoché nulla da parte dei suoi vertici, necessita di risultati per acquisire maggiore fiducia dalla piazza. Soprattutto dopo l’ancora pesante scottatura degli americani. Rispetto all’inizio, qualche mossa in più e qualche apprezzata iniziativa per avvicinarsi alla gente e trasmettere un lato empatico è stata registrata.
Un altro buon proposito per il 2026 è quello di essere presenti, trasparenti e coinvolgenti. Ferrara apprezzerebbe, ma siamo ai dettagli. La vera prova del 9, però, si avrà nel momento in cui dal fallimento della Spal srl di Tacopina e Follano arriveranno notizie circa il marchio, per il quale si attende una stima super partes: solo allora si potrà capire se la nuova società avrà risorse e volontà di farlo proprio, oppure se la denominazione Spal con i suoi simboli avranno altra destinazione, con l’ipotesi già ventilata che possa essere il Comune a farlo proprio, per poi eventualmente concederne l’uso. Resta il fatto che, per una storia ultra centenaria, il senso d’appartenenza è dato anche dall’acronimo pallonaro più famoso al mondo (S.p.a.l.) e da un ovetto che ne ha fatto segno distintivo. Questo 2026 potrebbe sciogliere anche questi nodi, consapevoli che nei prossimi mesi proseguirà l’iter per il recupero dei vecchi crediti (sono arrivate richieste per quasi 18 milioni di euro, quasi tutte ammesse nella prima udienza davanti al tribunale di Ferrara) e ci saranno altre puntate della vicenda giudiziaria.
Progetti
In quest’annata sarà molto importante continuare a perseguire ambiti di rilievo che dalle parti di via Copparo ben conoscono. Il settore giovanile targato da due profili preziosi come quelli di Borghi e Aventi andrà sostenuto, nonché messo nelle condizioni per ritrovare la miglior linfa e porsi come attrattivo di un bacino importante in chiave futura. L’Ars et Labor sta lavorando anche sulla ripartenza del settore femminile, tanto che è il caso di ricordare che nelle giornate di sabato 10 e lunedì 12 gennaio si terranno gli Open Day al “G.B. Fabbri”.
Identità
Nell’agenda nel 2026, infine, non può non entrare il discorso del nome e del marchio. Ma nel frattempo sarà anche interessante capire come l’attuale società e il Comune si mostreranno rispetto alla tematica di riappropriazione della storica identità spallina. Se e quando ci sarà la possibilità, andranno fatti doverosamente passi in avanti. Per ritrovare, il prima possibile, un altro aspetto di primissimo ordine.
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