Ferrara e le abruzzesi: tutti i precedenti e quel Cappellacci (mister della Santegidiese) che “mandò” la Spal in serie C
L’allenatore della prossima avversaria dell’Ars et Labor ai playoff fu attenzionato dall’allora presidente Donigaglia per rapporti stretti con l’arbitro
Ferrara Dalle rive del mare Adriatico alle cime appenniniche del Gran Sasso, passando per la costa teramana e per le piazze calde del calcio pescarese. Sintesi geografica di una delle regioni più belle d’Italia: l’Abruzzo, riconosciuta patria calcistica, fatta di passioni, sentimenti, storie e talenti. Un mondo che ha già intrecciato tante volte i destini biancazzurri made in Ferrara, naturalmente ci si riferisce ai trascorsi spallini. Perché, se il sempre più vicino incrocio dell’Ars et Labor con la Santegidiese è un inedito assoluto (doppia semifinale playoff, organizzata su andata e ritorno nelle prossime due domeniche), quello con il calcio abruzzese è invece un filo che accompagna il football estense da quasi un secolo. Una geografia del pallone fatta di trasferte lunghe, di piazze calorose e per certi versi infuocate (anche la piccola “Sant”, ad esempio, vanta un grande seguito di pubblico), con rivalità (vedi Pescara), amicizie (vedi L’Aquila) e una serie di corsi e ricorsi storici, che ci tengono compagnia nel cuore della calda settimana che ci sta accompagnando al primo round di corso Piave.
I primi faccia a faccia
Il primissimo segnale di connessione porta addirittura agli anni Trenta: esiste infatti traccia di una gara contro L’Aquila nel 1935, probabilmente il primo confronto in assoluto tra la vecchia Spal e una formazione abruzzese. Ma è nel dopoguerra che il rapporto con la regione dell’Italia centrale diventa stabile, soprattutto grazie agli incroci con il Pescara, la squadra affrontata più volte dai biancazzurri. Il bilancio contro il Delfino conta 23 precedenti: 6 vittorie spalline, 7 pareggi e 10 sconfitte. La prima sfida ufficiale risale alla serie B 1947/48 e regalò subito un’esagerazione tutta estense: 7-0 al “Mazza” l’8 dicembre 1948. Al ritorno, però, arrivò il riscatto abruzzese con il 2-1 pescarese dell’8 maggio 1949. Da allora tante altre sfide, spesso dure e pesanti nella corsa ai rispettivi obiettivi.
Il Giulianova di Gibì Fabbri
Negli anni Settanta fu invece il turno del Giulianova, curiosamente tinto di giallorosso proprio come la Santegidiese. Nel campionato di serie C 1971/72 la Spal vinse 3-0 a Ferrara il 12 settembre 1971 e impattò 0-0 in Abruzzo il 30 gennaio 1972. Ma il vero capitolo da ricordare resta la stagione successiva: il celebre duello del 1972/73 contro il Giulianova allenato da Gibì Fabbri. Due pareggi senza reti, tensione e livello altissimo per tutta la stagione, poi il verdetto finale: Spal prima e promossa con 53 punti, Giulianova secondo a quota 49.
Teramo, Chieti e Lanciano
Sempre nella serie C di fine anni Settanta arrivarono anche gli incroci con Teramo e Chieti. Contro il Teramo, nel 1977/78, doppio successo biancazzurro: 3-1 in trasferta il 27 novembre 1977 e 1-0 a Ferrara il 23 aprile 1978. Curiosamente gli abruzzesi sono stati ritrovati anche in tempi molto più recenti, nella stagione della promozione in serie B con Leonardo Semplici in panchina: la trasferta di Teramo contro il “Diavolo” arrivò appena una settimana dopo la promozione matematica ottenuta nel giorno di San Giorgio con l’Arezzo. Con il Chieti, neroverde altrettanto storico del calcio abruzzese, lo score fu aperto da un netto 5-1 per la Spal il 16 ottobre 1977, poi ko 2-1 in terra teatina il 5 marzo 1978. Più amari i ricordi contro il Lanciano (l’attuale società rossonera ha appena vinto il girone unico d’Eccellenza, gruppo nel quale la “Sant” ha chiuso al terzo posto salendo direttamente in D). Nei primi incroci passati la Spal perse entrambe le sfide della serie C1 2004/05: 2-1 a Ferrara il 10 ottobre 2004 e 1-0 in Abruzzo il 4 febbraio 2005.
Mister Cappellacci, chi si rivede
C’è poi una storia quasi dimenticata ma affascinante, quella con il Pescina Valle del Giovenco. Nel campionato di Prima Divisione 2009/10 i biancazzurri vinsero 3-0 in trasferta il 1º novembre 2009 — gara disputata ad Avezzano — e pareggiarono 0-0 al “Mazza” il 21 marzo 2010. Una curiosità che oggi torna d’attualità: quella squadra era allenata da Roberto Cappellacci, abruzzese di Giulianova, attuale tecnico della Santegidiese, nonché uno dei primi profili cercati dal diesse Sandro Federico nelle settimane di crisi con Stefano Di Benedetto (fortunatamente la scelta è poi virata su Carmine Parlato). Quello di Cappellacci è un nome che le memorie storiche ferraresi ricordano con non troppa simpatia anche per un vecchio incrocio di classifica ai tempi in cui il mister militava nella Fidelis Andria. Il riferimento va alla stagione 1992/1993 di serie B, quando i pugliesi all’ultimo turno vinsero 1-0 contro la Reggiana, rendendo vani i tre punti ferraresi al “Bentegodi” di Verona. La Spal retrocedette in serie C e il presidente Donigaglia pose all’attenzione pubblica il rapporto stretto tra Cappellacci e l’arbitro – Rodomonti di Teramo –, che aveva diretto il match tra Fidelis e Reggiana. Storia comunque finita agli archivi.
L’Aquila e Pineto
Anche L’Aquila ha lasciato tracce recenti nella memoria spallina. Nel campionato di Lega Pro 2014/15 gli abruzzesi passarono addirittura 3-0 a Ferrara il 1º novembre 2014, mentre al ritorno la squadra biancazzurra seppe imporsi 1-0 il 18 marzo 2015, in una stagione che avrebbe poi cambiato il destino del club. Infine il capitolo più recente: il piccolo Pineto, affrontato quattro volte negli ultimissimi anni, con un bilancio fatto di due vittorie, un pareggio e una sconfitta.
Gli ex
In questa lunga storia d’incroci con gli abruzzesi ci sono poi anche tanti uomini passati da Ferrara. L’attuale diesse dell’Ars et Labor, Sandro Federico, arriva proprio da quelle terre. Tra i recenti la non felice parentesi targata Massimo Oddo, scelto dal pescarese Fabio Lupo (e da altri collaboratori conterranei). Poi c’è “Mizio” Natali, profondo conoscitore del calcio d’Abruzzo, e la galleria di ex spallini abruzzesi come Bizzarri, Paolone, Martorella, D’Eustacchio e Palazzese. Legami su legami, tornati improvvisamente a galla. In attesa del doppio atto tra Ars et Labor e Santegidiese.
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