Ars et Labor contestata dai tifosi dopo lo 0-0 ma la società non risponde
I tifosi sono furiosi e le scuse non reggono più
Ferrara È quando serve continuità che qualcosa nell’Ars et Labor scricchiola e a forza di crepe qualcosa può finire anche per sfaldarsi. E qui non sembra proprio che ci siano artigiani specializzati nel kintsugi, quell’antica arte giapponese con cui si riparano con l’oro gli oggetti rotti. A volte basta poco, una passata di colla stick – qualche vittoria era servita a dare respiro all’intero ambiente – ma dopo l’ennesima figuraccia e occasione persa davanti ai propri tifosi pare che neanche la colla marina possa tornare utile.
Si fa presto a dimenticare le vittorie – quella contro il Massa Lombarda era stata bella convincente –, perché l’Ars et Labor è quasi certo che lasci spazio a partite veramente discutibili. Non c’è bisogno di molte parole: questa squadra non riesce ad entrare in scia di vittorie, ed è il campionato che lo dice. L’ha fatto con cinque successi all’inizio, altri tre nelle ultime settimane dell’anno. Poi, al momento dello step in più, arrivano i problemi. Una volta “il gruppo nuovo ancora da consolidare”, un’altra le assenze. E adesso? Il campo fangoso, di fatto condizione normale per la categoria? Con buona pace si era accettato il girone d’andata, affacciandosi a quello di ritorno con tanta speranza. Anche l’entusiasmo non mancava (e magari all’interno non manca pure adesso), ma ogni volta la fiducia viene tradita. Senza girarci intorno: in questa categoria la prestazione poco conta se non si portano a casa dei punti. Ancor di più se hai accettato di raccogliere l’eredità sportiva della Spal. Parola taboo quando l’Ars et Labor è in campo.
Un discorso accennato più volte nel corso della stagione e che purtroppo torna attuale dopo il pareggio contro la Fratta Terme. Non sul campo di Forlì – dove si sarebbe dovuta disputare la partita nel giorno dell’Epifania, poi rinviata per neve –, che almeno avrebbe dato una parvenza di “big match” vista la struttura, ma nell’impianto con la minor capienza di tutto il girone B di Eccellenza. Nella Romagna tra Forlì e Cesena, sul territorio di Bertinoro, i biancazzurri sono stati frenati anche dai padroni di casa contro cui avevano già perso. Un pari al ritorno dopo la sconfitta dell’andata: per sdrammatizzare si potrebbe quasi parlare di upgrade. Ma c’è poco da ridere, perché il Mezzolara ha allungato al primo posto, lasciando l’Ars et Labor a 4 punti di distanza. Gli stessi bolognesi che domenica sono scesi sul campo della Fratta, uscendo ugualmente con un pareggio. Qualche tifoso romagnolo accenna allo sfottò: «Il Mezzolara è tanta roba rispetto a voi». Eppure la classifica dice proprio questo.
I tifosi sembrano essere arrivati al limite, loro che dal perimetro del “Vasco Spazzoli” di Fratta Terme hanno strigliato la squadra dopo il triplice fischio e contestato mister Di Benedetto. Questa volta non si conclude tutto in campo e la parte calda dei sostenitori biancazzurri è tornata all’attacco sui social, prima, e al centro sportivo di via Copparo, dopo. Qui ieri sera è stato appeso uno striscione che riassume senza troppi giri di parole il disappunto maturato dopo l’ennesima “figuretta”. È soltanto il prologo (o forse la fine del primo atto) di una giornata in cui molti sono stati chiamati a prendersi le proprie responsabilità. La società in primis, che aveva dato garanzie, «convinta di aver allestito una rosa competitiva», scrive la Curva Ovest. Non servono equazioni: se si ritiene la squadra non altezza si va sul mercato («non vogliamo credere che in Eccellenza il problema sia il budget»), in caso contrario si mette mano alla panchina. Questa la sintesi. C’è poi un altro tema, «quello della totale assenza societaria, ancora una volta: mai un’intervista, mai un’assunzione di responsabilità». Un input anche a chi ha affidato la nuova squadra della città di Ferrara alla cordata argentina: l’amministrazione comunale. «I segnali non sono buoni; non ripetete lo stesso errore del passato restando in silenzio fino a quando i buoi non sono già tutti scappati» chiude la Ovest, che si aspetta risposte, concrete e immediate.
Intanto da via Copparo gli allenamenti proseguono ma tutto tace e anche il ds Federico, presente a Fratta, non apre bocca. Avanti fino alla prossima partita dunque, ma l’impressione vivida è che i tifosi si siano stancati anche delle vittorie-palliativo: quelle flash, e mai una fascio continuo di luce. Contro il Medicina Fossatone sicuramente non ci sarà Carbonaro, espulso a gara finita: per l’arbitro (su invito del guardalinee) le provocazioni con il 10 avversario sono state esagerate, così è arrivato il cartellino rosso che probabilmente gli costerà due partite. Come se non bastasse.
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