Tifo e passione prima di tutto. Ars et Labor e Comacchiese nel segno di Giani
Ai lagunari l’applauso di tutta la tribuna. I biancazzurri vincono, tamponano la distanza dalla capolista e guadagnano fiducia
Ferrara Il sentito ricordo di un grande uomo, il rispetto valoriale tra popoli appassionati e la speranza calcistica – in chiave biancazzurra – di essere ancora lì, nonostante tutto. Sono queste le tre cartoline emerse dalla serata del “Luiz Bellini” di Comacchio, laddove Comacchiese e Ars et Labor hanno lottato fino all’ultimo secondo, su un terreno di gioco reso assai fangoso dalla pioggia caduta nelle ore precedenti la contesa.
Il ricordo del capitano
È stato un derby infrasettimanale ricco di significati, quello giocato in zona marittima. In primo luogo per il pensiero che tutti i presenti hanno dedicato a Nicolas Giani al momento del raccoglimento, proprio mentre il vento della laguna si palesava sul quartiere di Raibosola, quasi come una connessione. Gli abbracci, le lacrime, lo striscione della Ovest, ma anche qualche maglia con il nome del capitano della storica scalata dalla C alla serie A.
A distanza di poche ore, ecco il messaggio social ai tifosi biancazzurri di Manuel Giani: «Ciao a tutti, sono il fratello del capitano Nicolas Giani. Io sono comasco ma non smetterò mai di ringraziarvi per tutto l'amore e l'affetto che avete dato a mio fratello. Tutto quello che avete fatto, soprattutto in questo ultimo periodo, vi rende onore e non finirò mai di ringraziarvi. Oltre a essere il vostro capitano, Niko è stato un esempio per tutti. Grazie ancora a tutti quanti». Ecco, a volte i social servono a costruire ponti, di quelli belli. Ma torniamo all’altra sera a Comacchio.
L’abbraccio ad Alex
Sugli spalti si è ulteriormente celebrata serata di sport, aperta dal saluto della gente della Curva Ovest al giovane comacchiese Alex Fogli, con il classico “paga da bere” e colorata dai vessilli e dai fumogeni accesi anche nella zona più calda del tifo rossoblù. Tutto molto bello, con un tifo numeroso, rumorosissimo, appassionato e rispettoso.
Le emozioni post partita
Così come è stato stupendo vivere gli immediati momenti del post partita, cioè poco dopo i reciproci saluti delle squadre alle rispettive tifoserie. Capita che alcuni giocatori della Comacchiese – su tutti gli ex spallini Campi e Fiorini, ma anche Temporin – rimangano poco fuori dal tunnel degli spogliatoi. All’improvviso, ecco l’applauso dedicato dagli sportivi biancazzurri agli avversari di serata per l’impegno profuso e la correttezza mostrata. Il classico onore delle armi, con sorrisi e qualche chiacchierata verosimilmente data da conoscenze personali. Vincitori e vinti sono andati a farsi la doccia con umori differenti in base all’esito finale del match, ma con quel sentimento comune di aver vissuto una delle più belle serate di sport della carriera. Perché, sì, Ars et Labor-Comacchiese nel doppio appuntamento del “Mazza” sarà stata anche una sfida speciale per l’esperienza vissuta dagli ospiti nello stadio di corso Piave, ma le tante sfumature emerse dall’incrocio dell’altra sera resteranno impresse negli occhi e nella mente di tutti per tanto tempo.
Il punto sulla classifica
Fin qui poco è stato detto rispetto allo 0-1 finale di una partita che l’Ars et Labor ha probabilmente meritato di vincere per il tasso di conclusioni tentate, ma che la Comacchiese, con altrettanti pregi caratteriali e organizzativi, stava riuscendo “a far propria” raccogliendo il punto dei punti. Alla fine la zampata di Piccioni – che fino al momento del gol era risultato uno dei peggiori – ha sancito che l’Ars et Labor resta ancora aggrappata alle speranze di una rimonta che, a -8 dal Mezzolara, sarebbe stata sempre meno proponibile. Quello segnato dall’attaccante classe 1991 può essere uno dei gol spartiacque dell’intera stagione.
Ora l’aspetto psicologico positivo andrà riversato nel prossimo match casalingo con il Castenaso, un’altra squadra pimpante in stile Medicina Fossatone (che nell’anticipo del sabato farà visita proprio alla capolista Mezzolara). Chissà se domenica pomeriggio al “Mazza” mister Carmine Parlato consegnerà uno spazio a gara in corso anche al neo arrivato Riccardo Rossi (esterno offensivo mancino, classe 2004) che al “Bellini” è rimasto a guardare i suoi nuovi compagni in abiti borghesi.
La Comacchiese di mister Candeloro, invece, nel prossimo turno è attesa dal delicato appuntamento esterno contro il Solarolo, penultimo in graduatoria, ma dall’altra sera con 3 punti in più essendosi imposto nel recupero casalingo con il Massa Lombarda. La classifica dice che la missione salvezza per i rossoblù lagunari è ben indirizzata, ma guai a mollare la presa. Tre punti in terra romagnola sarebbero il miglior modo per ripartire e confermarsi in un periodo virtuoso.
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